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Gli orti coltivati dagli scolari? La bassa dice sì, la montagna no

Gli orti coltivati dagli scolari? La bassa dice sì, la montagna no

di Monica Rossi

27 Gennaio 2022,03:01

Se è vero che «le cose d’ogni giorno raccontano segreti a chi le sa guardare», come cantava Sergio Endrigo in «Ci vuole un fiore», niente di meglio allora che partire dalle scuole per insegnare ai ragazzi come dietro un seme ci sia un frutto e dietro un frutto ci sia un fiore.

L'OBIETTIVO

È anche questo l’obiettivo di «Io coltivo. Dall’orto alla tavola», il progetto con cui la Regione Emilia Romagna vuole insegnare agli alunni delle medie come si lavora la terra e come approcciarsi al consumo alimentare sostenibile. «Vogliamo favorire l’apprendimento attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi e lo sviluppo della manualità, con un approccio scientifico ma anche ludico e interattivo», ha spiegato l’assessore all’agricoltura e agroalimentare Alessio Mammi.

LE REAZIONI

Ma come è stato recepito il progetto (che si svolgerà negli anni scolastici 2021-2022 e 2022-2023) nelle scuole della provincia? Purtroppo, la maggior parte degli istituti comprensivi contattati non è interessata ad avventurarsi in iniziative che richiedono un ulteriore impegno in termini di pianificazione e offerta formativa. In Valtaro e Valceno, tanto Bedonia, Borgotaro, Bardi e Varsi (che tuttavia sta già seguendo un progetto similare di Coldiretti) con Medesano, il progetto resterà nel cassetto. Vuoi perché i plessi stanno vivendo momenti difficili causa Covid e non intendono aggiungere carne al fuoco, vuoi perché non è ancora stato recepito il testo regionale avendo dirigenti e docenti altre problematiche da evadere tra Did, Dad, carenze d’organico, beghe burocratiche e protocolli ministeriale in estenuante evoluzione. Anche le scuole della bassa, tra cui Torrile e Noceto che negli anni passati aveva promosso un orto scolastico, hanno detto di non voler aderire per ora.

L'APPROCCIO

Diametralmente opposto invece l’approccio dell’IC «Guareschi» di San Secondo, Soragna e Roccabianca, tutt’altro che nuovo alle attività che ruotano intorno al mondo agroalimentare. «Abbiamo già all’attivo due progetti nostri - ricorda la preside Alessia Gruzza -: oltre a quello delle medie di San Secondo (“L’orto in classe, impariamo a mangiare la foglia”, ndr), ne abbiamo uno a Soragna. Quella degli orti scolastici con cui insegniamo ai ragazzi a riavvicinarsi alla terra, riconoscere i semi e le piante, gli attrezzi dell’orto, il terreno e imparare quello che si coltiva, è una progettualità che rientra da dieci anni nel nostro Piano dell’offerta formativa. Accogliamo dunque positivamente l’iniziativa per la quale abbiamo già inviato la documentazione per aderire: speriamo di essere tra i partecipanti».

I PRESIDI

Tornando in montagna, a pungolare i presidi affinché aderiscano al progetto troviamo il sindaco di Berceto Luigi Lucchi. «Il Comune ha già dato alla scuola un pezzo di terra e se ne vogliono di più possiamo ampliarlo - ha detto -. Il progetto della Regione è bellissimo e auspico che colgano l’opportunità». Interpellata in merito, la dirigenza delle medie di Berceto fa sapere che «sta ragionando» su un’eventuale adesione.

Monica Rossi

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • marcuse2000

    27 Gennaio 2022 - 13:17

    C'è chi dice no ... alla regione: la montagna è di destra, la bassa di sinistra. Questione di latitudine

    Rispondi

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