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FALSO E TRUFFA

Fondi al Regio, chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco e la Meo

Fondi al Regio, chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco e la Meo

di Georgia Azzali

28 Gennaio 2022,03:01

Finanziamenti pubblici che sono ossigeno vitale per il Teatro Regio. Ma la storica istituzione parmigiana aveva il diritto di ottenerli? La procura è convinta che i requisiti previsti non ci fossero, e così è scattata la richiesta di rinvio a giudizio per Federico Pizzarotti, in qualità di presidente della Fondazione Regio, per la direttrice generale Anna Maria Meo e per il presidente dell'Orchestra Filarmonica Italiana, Paolo Mandelli. Truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica le accuse per il sindaco e per la Meo, ma la dg e Mandelli sono imputati anche di peculato. La richiesta di rinvio a giudizio, firmata dal pm Paola Dal Monte, che ha coordinato le indagini, è stata depositata nell'ufficio gup.

«In nove anni sono stato indagato sei volte, con varie richieste di rinvio a giudizio. Ma considerata la mia correttezza - commenta Pizzarotti -, quei processi si sono sempre chiusi con archiviazioni o sentenze di assoluzione, senza neppure arrivare a giudizio. Turbativa d’asta, abuso d’ufficio, ancora abuso d’ufficio, disastro colposo e ora truffa ai danni dello Stato e falso ideologico. Tuttavia questi reati a me contestati non sono mai andati nemmeno a dibattimento: i giudici, anche d’appello, hanno sempre affermato non sussistessero le gravi accuse ingiustamente attribuitemi. Anche in questo ultimo caso, l’ennesimo - aggiunge - confido nella giustizia e nell’importante lavoro dei giudici». Preferisce, invece, non replicare Anna Maria Meo.

Al centro dell'indagine, portata avanti dalla Guardia di finanza, alcune rappresentazioni del Festival Verdi, ma - soprattutto - i milioni di finanziamento di cui il Regio ha goduto. In particolare, gli investigatori hanno verificato la documentazione presentata, in base alla quale è stato dato il via libera ai fondi. E l'attenzione si è focalizzata sul numero di orchestrali impiegati per tre rappresentazioni delle opere «I Masnadieri» e «Rigoletto» nel 2016 e nel 2017 al Verdi di Busseto.

Uno scrigno di rara bellezza, che non avrebbe però potuto ospitare 45 musicisti nella buca, ma quello era il numero previsto per poter ottenere i finanziamenti. Proprio i dati degli orchestrali sono apparsi «stonati» agli inquirenti: false attestazioni, secondo la procura, in base alle quali il ministero ha poi concesso i fondi. Così sono scattate le accuse di falso e truffa ai danni dello Stato. E il peculato? Un'imputazione in concorso per la Meo e Mandelli, perché alcune migliaia di euro sarebbero state pagate «a fronte di prestazioni mai rese», secondo la procura. Visto che alcuni musicisti erano a migliaia di chilometri di distanza in quelle sere.

Georgia Azzali

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