×
×
☰ MENU

Ciclismo

Mattia Pinazzi e il doppio sogno mondiale: «Pronto a far bene su strada e pista»

Mattia Pinazzi e il doppio sogno mondiale: «Pronto a far bene su strada e pista»

di Alberto Dallatana

28 Gennaio 2022,03:01

Ci sono due arcobaleni nell’orizzonte di Mattia Pinazzi. Quelli dei mondiali. Su strada, a fine settembre, e su pista, un mese dopo: una doppietta (di partecipazioni) tutt’altro che impossibile. Neppure facile, certo, ma questo il talento colornese classe 2001 della Biesse-Arvedi lo sa bene. Consapevole anche dei suoi mezzi, dopo un ottimo 2021 con il titolo italiano assoluto su pista nello scratch, il bronzo europeo nella corsa a punti Under 23 e due vittorie su strada.

Dopo la partecipazione agli Europei assoluti su pista, per l’anno prossimo l’obiettivo sarà quello di andare ai Mondiali?

«Si punta sempre a crescere e migliorare, quindi…».

Da Pinazzi però ci si attende anche un ulteriore passo avanti su strada. Pronto a farlo?

«Ci spero e ci credo. Le due vittorie nel finale della scorsa stagione mi hanno dato grande morale. Il ct degli Under 23 Marino Amadori mi ha detto che, se partissi forte, potrei andare in azzurro alla Gand-Wevelgem dei giovani. E poi in settembre c’è il mondiale su strada, in Australia. Il percorso non è semplice, ma neppure troppo duro. Parteciparvi è un mio obiettivo. E vorrei andarci per fare bene».

Come sta andando la preparazione invernale?

«Ho iniziato l’anno prendendo il Covid, seppur in forma asintomatica, per cui sono dovuto rimanere in casa due settimane, saltando il ritiro in Spagna con la Nazionale pista. Mi sono allenato sui rulli, meglio che niente…».

Cambia qualcosa nei piani per la stagione?

«Probabilmente non troppo, almeno spero. Sarebbe stato peggio infettarmi più avanti, magari a ridosso del debutto su strada, che sarà a fine febbraio alla Coppa San Geo».

Strada e pista: possibile continuare a conciliare entrambe le attività?

«Direi proprio di sì, specialmente alla mia età. Amo la pista, che permette di fare bellissime esperienze internazionali. Non so esattamente quando debutterò nei velodromi, ma ci sono tre gare di coppa del mondo fra aprile e giugno, vorrei esserci».

Su quali specialità vale la pena concentrarsi?

«L’anno scorso ho ottenuto i risultati migliori nello scratch e nella corsa a punti, che continuerò a praticare, ma io ho in testa soprattutto l’americana e il quartetto. Perché sono specialità che ti portano alle Olimpiadi, il sogno di tutti».

Certo è che la concorrenza non manca…

«Ovvio, l’Italia è campione in carica nell’inseguimento a squadre. Mi “gasa” pensare che io con quei ragazzi mi alleno spesso. Bisognerà vedere in futuro che strada prenderanno loro. Insomma, potrebbe esserci un fisiologico ricambio generazionale e io, nel caso, voglio farmi trovare pronto, ma so di non essere l’unico. Idem per l’americana, dove penso di poter dire la mia a livello Under 23, poi si vedrà. Ci sono pochi specializzati nella gara a coppie, io mi ci dedico da anni».

Di mondiali abbiamo già parlato, ma fra le altre gare su strada, qual è quella cerchiata in rosso?

«Il Circuito del Porto, a Cremona, la gara di casa per la mia squadra, una grande classica internazionale per i velocisti. Sarebbe una vittoria davvero pesante».

Intanto, alla Biesse-Arvedi, è approdato anche un altro parmense, Michael Cattani. Anche lui stradista-pistard. È la squadra giusta?

«Assolutamente sì. Il nostro team è nato proprio con un occhio particolare per chi coltiva l’attività su pista. Michael ha talento e potenzialità che spero riesca ad esprimere. Da noi non gli mancheranno i consigli e l’esempio dei più esperti».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI