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Sala Baganza

Addio a Bardiani: aveva l'Avis nel cuore

Addio a Bardiani: aveva l'Avis nel cuore

29 Gennaio 2022,03:01

Sala Baganza Uno stemma cucito sulla giacca, quello della sezione Avis di Sala Baganza della quale era stato uno dei soci fondatori. La giacca che avrebbe indossato per l’«ultimo viaggio». Aveva espresso questo desiderio Bruno Bardiani, 90 anni, che si è spento nei giorni scorsi nella sua casa, circondato fra i suoi cari.

Salese, norcino di professione, ha dedicato la vita all’Avis, la sua seconda grande famiglia. Era il 24 giugno del ‘59 quando insieme ai primi «storici e stoici» volontari, fondava la sezione Avis di Sala Baganza, le vecchie pagine firmate dall’allora sindaco Piero Lambertini ne riportano i nomi tra i quali figura quello di Bruno.

«La prima donazione si svolse il 5 di luglio dello stesso anno con 13 donatori ai quali, dopo due giorni si aggiunse un quattordicesimo volontario» spiega Valentino Panazza, ex presidente della sezione Avis salese, ricordando i racconti di Bardiani quando si intratteneva per due chiacchiere sotto i portici di piazza Gramsci.

Ancora non c’era una sede e la prima donazione si svolse sull’autoemoteca dell’Ospedale Civile di Parma davanti all’ambulatorio del dottor Ugolotti.

Instancabile donatore, Bruno Bardiani ha raggiunto il record di ben 120 donazioni «di sangue intero, non in plasmaferesi», precisa Panazza, chiarendo come le donazioni in aferesi si possano eseguire molto più di frequente rispetto a quelle di sangue intero. «Ci raccontava che, agli esordi, si lavorava tutto il giorno e poi si andava all’Avis la sera per effettuare la donazione».

«Ha ricevuto la medaglia di bronzo, quelle di argento e d’oro, il distintivo d’oro con fronda nel ‘74, la croce d’oro per le 80 donazioni nell’84 e la targa di benemerenza oltre le 100, poi ha continuato a donare finché ha potuto, raggiungendo ben 120 donazioni».

Amava anche giocare a carte e lo si poteva incontrare al Circolo Vespini o da «Cecco» per una scala quaranta con gli amici, ma da qualche anno i problemi di salute e le misure restrittive per la prevenzione del contagio lo avevano costretto sempre più in casa. Ora, insieme agli amici, lo piangono la moglie Anna, la figlia Antonella e i nipoti Andrea ed Elisa.

Eugenia Carpana

© Riproduzione riservata

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