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Turbativa d'asta

Processo trasporto pubblico, lo stop delle eccezioni

Processo trasporto pubblico, lo stop delle eccezioni

29 Gennaio 2022,03:02

Il processo Busitalia-Autoguidovie ancora non è uscito dalla rimessa. Ieri ha scaldato i motori, con una lunga e ripetuta serie di eccezioni mosse dai legali degli 11 imputati. Scaldare è parola grossa. In aula collegiale (scelta in sostituzione della Corte d'assise, assai più ampia, ma con impianto di registrazione fuori uso), oltre al collegio dei giudici, ce n'era uno ben nutrito di avvocati. Oltre ai due di parte civile, Matteo Ferroni, per Tep, e Stefano Freschi, per Comune e Provincia, se ne contavano 13. La legge del Covid si fa sentire eccome nella casa della legge: una finestra è stata tenuta aperta. Il pm Umberto Ausiello, titolare dell'inchiesta, affiancato dalla collega Paola Dal Monte, erano sul fronte del freddo.

Tutti i difensori hanno chiesto di escludere testimonianze, prove e intercettazioni prodotte da Ausiello il 9 dicembre, a processo avviato. Le eccezioni facevano leva su una sentenza della Cassazione del 2016. Il pm a sua volta ha ribattuto punto su punto. Dalla sua ha tra l'altro la giurisprudenza del Tribunale di Parma, per la quale ciò a cui si oppongono le difese è stato invece consentito più volte. Il collegio, presieduto da Gennaro Mastroberardino, si esprimerà in proposito il 9 marzo. Già fissata al 22 aprile l'udienza seguente, segno della volontà di accelerare. Più che mai sarebbe un peccato finire con una prescrizione. Parma merita si faccia piena luce su un caso che ha gettato pesanti ombre sul tentativo di scalzare dal mercato del trasporto pubblico un'azienda di lungo e volenteroso chilometraggio.

L'azienda in questione è la Tep, che già ha vinto le proprie battaglie sul fronte civile, sia al Tar che al Consiglio di Stato. Il caso riguarda una gara d'appalto del 2017, per 289 milioni, insomma, non proprio una cifra di tutti i giorni. Le accuse vanno dalla turbativa d'asta al falso ideologico e materiale, alla corruzione tra privati e rivelazione di documenti segreti. Imputati sono i vertici di Smtp, la società per il trasporto e la mobilità (Comune e Provincia ne sono proprietari) banditrice della gara: l'amministratore unico Pierdomenico Belli e il direttore generale Raimondo Brizzi Albertelli. Poi, Natalia Ranza, consigliere delegato di Autoguidovie, e i vertici di Busitalia: l'ad Stefano Rossi e il responsabile pianificazione strategica Daniele Diaz. Con loro la commissione di gara di Smtp: Ezio Castagna, Stefano Cerchier e Francesco Pellegrino. Inoltre Mauro Piazza, l'ex dirigente di Tep Service designato da Busitalia a diventare direttore generale una volta vinto l'appalto. Poi Marco Allegrini, il consulente incaricato da Smtp di verificare la correttezza dell'esito della gara. A processo anche Busitalia e Autoguidovie, citate come responsabili civili da Tep per corruzione tra privati. Last but not least tra gli imputati, Renato Mazzoncini, allora amministratore delegato e direttore generale di Ferrovie dello Stato, il gruppo di cui, oltre a Trenitalia fa parte Busitalia.

Roberto Longoni

© Riproduzione riservata

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