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Nubi sulle Zebre

L'attacco di Innocenti: "Poco utili". Dalai non si scompone: "Parole che spronano"

L'attacco di Innocenti: "Poco utili". Dalai non si scompone: "Parole che spronano"

di Paolo Mulazzi

09 Febbraio 2022,03:01

Un presidente federale che dichiara che la sua franchigia federale serve a poco o nulla. Lo ha fatto Marzio Innocenti, presidente Fir, al network francese Midi Olympique, intervista riportata a stralci dal sito OnRugby, al termine della partita del Sei Nazioni tra Francia e Italia. Considerando che le Zebre sono l’apice del movimento italiano da dieci anni a questa parte, è un po’ come ammettere che il movimento non è all’altezza perché qualcosa non ha funzionato a dovere.

La piramide ne ha due di vertici, d’accordo, Zebre Parma e Benetton Treviso e quest’ultima, come rimarcato da Innocenti, ha avuto risultati migliori, in generale e in questa stagione. Ma almeno in questa stagione le Zebre hanno delle attenuanti, vedi le due lunghe soste forzate, di un mese e mezzo con lunga quarantena per le conseguenze della trasferta sudafricana, e una ulteriore di un mese, per positività e posticipo della partita con i sudafricani Bulls. Non stupiscono, quindi, i 23 giocatori della Benetton convocati per il Sei Nazioni contro i 5 delle Zebre. Eppure, nonostante tutto, si sono aggiunti altri tre zebrati: prima Neculai, poi Lucchin, ora Zambonin, convocato lunedì. E’ vero, come dice Innocenti, che Treviso ha alle spalle una lunghissima storia di club, dunque di radicamento e identità e che le Zebre «a Parma non hanno un passato, non rappresentano alcun territorio». Però fin dall’inizio, anno 2012, e fino a poco tempo fa si definivano il XV del Nord Ovest per volontà federale, il che, conoscendo il campanilismo parmigiano, non aiuta all’identità. Le Zebre hanno anche un budget ben inferiore a quello di Treviso. In tema di denari, il presidente federale ha messo sul piatto, fra i problemi continui, le «sfortune finanziarie» zebrate. Peraltro confinate nel biennio 2015-2017. Un’intervista che si può leggere in due modi: uno sprone, magari un po’ oltre le righe, o l’ultimo spot per lo spostamento altrove (Padova). Abbiamo chiesto un commento al presidente delle Zebre Parma, Michele Dalai: «C’è un punto che mi preme chiarire: sul piano gestionale e finanziario la situazione delle Zebre non solo è molto tranquilla, ma è in continua evoluzione positiva da quattro anni a oggi. È vero che ci sono stati gravi problemi, ma sono il passato remoto. Facendo il raffronto tra Parma e Treviso, qui manca il Benetton locale al budget attuale, quello sì. Sono d’accordo col presidente sulle due carenze: risultati e identità con il territorio che, da parmigiano d’adozione, la vivo anche personalmente. Proprio per questo, d’accordo con Innocenti, abbiamo voluto chiamarci Zebre Parma. E’ un primo, piccolo, passo di un nuovo percorso che abbiamo intrapreso dall’insediamento del Cda, meno di un anno fa. Stiamo lavorando in varie sedi per cercare di fare qualcosa di buono - prosegue Dalai -: sapevo che la scommessa partiva da basi un po’ fragili, ma l’ho accettata, pensando di poter aiutare la Federazione con le Zebre a Parma. Le parole del presidente federale devono servire anche da sprone».

© Riproduzione riservata

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