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Torrile, il ladro seriale a cui «piacevano» le scuole resta ai domiciliari

Torrile, il ladro seriale a cui «piacevano» le scuole resta ai domiciliari

di Chiara De Carli

06 Marzo 2022,03:01

E’ stato arrestato attorno alle tre di ieri notte a San Polo di Torrile il presunto autore dei tanti furti avvenuti nelle scorse settimane nelle scuole del parmense. Dopo tre giorni e tre notti di «presidio totale» da parte dei carabinieri della Compagnia di Fidenza, il ladro, un cinquantenne parmigiano, tossicodipendente e con una lunga sfilza di reati specifici, è tornato in azione finendo stavolta nella rete tesa dagli uomini dell’Arma.

Arrestato in flagranza per tentato furto pluriaggravato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, ieri pomeriggio è stato processato per direttissima e resterà agli arresti domiciliari. Una brillante operazione frutto di un’indagine attenta e puntuale che già nei giorni scorsi aveva fatto stringere il cerchio attorno all’uomo, anche se mancava ancora la prova certa delle sue scorribande. Per questo, sotto il coordinamento del maggiore Vito Franchini, i carabinieri di tutte le stazioni della Bassa hanno effettuato un lungo servizio di monitoraggio degli obbiettivi sensibili del territorio. E ieri notte il balordo si è fatto finalmente rivedere, tornando a Torrile dopo meno di una settimana dal furto alla scuola di via Giuffredi. E il modus operandi si è ripetuto: come già visto in altri paesi, infatti, a finire nel mirino non è più stato il plesso scolastico teatro del primo «colpo» in paese ma il complesso di via Verdi. Scuole che però, ad eccezione della struttura che ospita asilo e materna, sono in disuso da oltre dieci anni. Un «dettaglio» che al ladro deve essere sfuggito tanto da fargli decidere di agire.

Da una rapida occhiata alle strutture, deve poi aver pensato che l’edificio più interessante fosse quello adiacente alla palestra e alla scuola materna che in effetti, visto dall’esterno, potrebbe far pensare ad un piccolo centro direzionale. Ma questa valutazione è decisamente lontana dalla realtà: lo stabile è infatti la «Casa della associazioni» che ospita le sedi delle piccole realtà di volontariato del territorio e che, a causa della pandemia, da due anni è utilizzata solo sporadicamente.

Scassinata la porta d’ingresso, il balordo ha quindi cercato di intrufolarsi nelle stanze in cui sono suddivisi i piani e chissà quale stupore ha provato nel non trovare altro che scartoffie datate. Nelle sue tasche non sono finite nemmeno le monetine del distributore automatico, «firma» dei colpi nelle scuole, visto che nello stabile non è nemmeno stato installato. Ma per i carabinieri le due porte distrutte nella ricerca di qualcosa da sgraffignare erano già abbastanza per entrare in scena. I militari avevano infatti seguito tutte le sue mosse fin dall’arrivo in via Verdi, quando hanno notato un uomo vestito di scuro e col volto travisato da un cappuccio aggirarsi nel quartiere. Arrivato all’altezza della palestra, il losco figuro era letteralmente svanito e, a quel punto, c’era solo un posto in cui poteva essere andato.

Schierati all’esterno, i militari hanno atteso l’uscita del malvivente per far scattare le manette e, durante il controllo effettuato sul posto, nello zainetto che l’uomo portava con sé hanno trovato gli arnesi da scasso utilizzati per l’effrazione.

Ma la lunga notte degli uomini dell’Arma non è finita qui: dalla perquisizione della vettura con cui era arrivato a San Polo e della casa in cui risiede, sono stati recuperati due computer portatili molto simili a quelli di cui era stato denunciato uno dei furti a scuola, ma saranno solo i controlli sui numeri seriali a dire se si tratta proprio dei pc spariti nelle scorse settimane.

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

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