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Stirone senz'acqua come in estate: la situazione preoccupa

Stirone senz'acqua come in estate: la situazione preoccupa

15 Marzo 2022,03:01

La crisi idrica che sta investendo tutti i corsi d’acqua del bacino del Po, con fiumi e torrenti praticamente tutti in secca coinvolge, direttamente, anche lo Stirone e, quindi, il territorio fidentino.

Il principale corso d’acqua borghigiano si presenta, in questi giorni di fine inverno, in condizioni del tutto analoghe a quelle che, normalmente, si possono vedere in piena estate. Nel distretto fidentino ha una portata attuale che è inferiore ai 2 metri cubi al secondo: per la precisione a Fidenza e a Vigoleno, come evidenziano anche i dati forniti dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ha toccato una portata di 1,5 metri cubi al secondo e di 1,6 in zona Castellina di Soragna.

Una portata che, numeri alla mano, è dimezzata rispetto alle medie stagionali, con un valore tipico dei periodi di inizio estate. Va precisato che, come altri torrenti emiliani, presenta notevoli variazioni nella sua entità con uno spiccato regime torrentizio, alternando lunghi periodi di magra o secca a piene brevi ed impetuose. La portata media annua è di circa 3 metri cubi al secondo presso la foce in Taro, ma può raggiungere facilmente picchi di oltre 200 metri cubi al secondo durante le piene autunnali. Le precipitazione sulla macro area diffusa vedono una precipitazione negli ultimi 30 giorni di soli 44 millimetri, contro una attesa di 105mm (meno 68 per cento) in termini di Spi: si è quindi in condizioni di spiccata anomalia con l’ultima precipitazione significata che si è registrata il 15 Febbraio. Di fatto, quindi oltre venti giorni asciutti.

A creare problemi - anche dal punto di vista naturalistico, faunistico in particolare - ci si mettono anche le temperature con sbalzi termici di questi giorni, da zero (e anche meno) a 16-18 gradi con gelate che comprimono le fioriture dell’ortofrutta.

Per i torrenti appenninici, e lo Stirone è tra questi, il 60 per cento in meno di portata rispetto alla media porta chiaramente a non poche preoccupazioni in vista dell’avvio, ormai prossimo, della stagione irrigua.

La mancanza di risorsa disponibile prelevata dal Po, come evidenziato ancora dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, porta all’utilizzo diffuso dei pozzi artesiani che se usati in modalità eccessiva abbassano notevolmente la falda acquifera sotterranea. Va anche ricordato che, come confermano le registrazioni idrometriche dei livelli delle portate del grande fiume, si sono toccate (sul Po) le quote più basse dal 1991, ovvero degli ultimi trent’anni e la situazione di magra, anche sullo Stirone, è del tutto emblematica.

Paolo Panni

© Riproduzione riservata

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