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MONCHIO

I cento anni di Giovanni Soldati: l'ultimo reduce della Val Cedra

I cento anni di Giovanni Soldati: l'ultimo reduce della Val Cedra

di Beatrice Minozzi

21 Aprile 2022,03:01

Monchio A guardarlo negli occhi, ma soprattutto a sentirlo parlare, non si direbbe certo che si porta sulle spalle cento primavere. Eppure Giovanni Soldati ha appena spento le sue prime cento candeline, circondato dall’affetto della sua famiglia, di tanti amici, da una rappresentanza dell’ex centro anziani e del gruppo alpini di Monchio, guidato dal capogruppo Gianni Pigoni, che ha voluto rendere omaggio all’ultimo reduce residente nel Comune della Val Cedra.

Un compleanno importante, al quale ha preso parte anche il sindaco Claudio Riani, che ha omaggiato il centenario con un bellissimo mazzo di fiori. Nato a Vecciatica il primo aprile del 1922, Soldati era ancora un ragazzotto quando è partito per la guerra, arruolato in fanteria. «Ne ho viste di tutti i colori» ammette, raccontando poi tutte le peripezie che lo hanno visto poi prigioniero di guerra in Jugoslavia per due anni. «Abbiamo camminato tre giorni e tre notti – ricorda – poi sono stato caricato su un vagone bestiame e portato a lavorare in un deposito di locomotive, in Austria».

Dopo due anni è riuscito a scappare e, tra un passaggio e l’altro (e diversi chilometri a piedi) è riuscito a fare ritorno a Vecciatica, tra le sue montagne. Dopo aver trascorso qualche anno tra il Trentino e le gallerie autostradali a lavorare come elettricista, Soldati ha fatto ritorno nuovamente a Vecciatica, dove insieme al fratello Luigi ha ripreso l’attività contadina della famiglia d’origine.

Sempre a Vecciatica ha conosciuto la moglie Anna Maria Quaretti, toscana d’origine giunta nel piccolo borgo delle Corti di Monchio come sfollata durante la guerra. La sposò nel 1955 e dal loro amore nacquero i due figli Giacomo e Giorgio. E’ stato un amore forte il loro, che neppure la malattia che ha colpito Anna Maria e che la ha costretta a letto per oltre 20 anni è riuscita ad incrinare. Giovanni è sempre stato al suo fianco e si è preso cura personalmente di lei, fino alla sua morte, nel 2005.

Da allora Giovanni vive da solo, nell’appartamento sopra a quello del figlio Giacomo e della nuora Tiziana. Trascorre le sue giornate tra brevi passeggiate e attimi di riposo, ma si illumina quando a trovarlo arrivano i nipoti Francesca e Alessandro ma soprattutto i pronipoti Matilde, Tommaso e Lorenzo. E a chi gli chiede quale sia stato il suo segreto per arrivare a 100 anni risponde candidamente «Non lo so», perché se lo sapesse, animo buono qual è, lo condividerebbe.

© Riproduzione riservata

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