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Truffa

«Dammi i soldi che ti pago le cartelle»: e soffia all'amico 8000 euro

«Dammi i soldi che ti pago le cartelle»: e soffia all'amico 8000 euro

30 Aprile 2022,03:01

Cercava di chiudere i conti in sospeso con l'Agenzia delle entrate, ma ebbe solo uscite. A un mese dal pagamento che avrebbe dovuto togliergli il pensiero , si vide recapitare altre cartelle, ben più pesanti. Quindi, gli giunse un altro avviso, di iscrizione ipotecaria. A quel punto, si trovò a pagare l'avvocato, perché lì sarebbe finita la sua storia, in tribunale, dopo la denuncia per truffa di chi gli avrebbe dovuto sistemare la posizione.

Eppure, sembrava tutto regolare, con tanto di società lussemburghese specializzata in soluzione di problemi fiscali. «Be' - ha incalzato l'avvocato di parte civile nella propria requisitoria -. Avete presente il film “La spaccata” con Paul Newman e Robert Redford? Ci fosse stato qualcosa fuori posto, credete che la truffa sarebbe forse riuscita? La società lussemburghese era parte del piano. Del resto, bastava un paio di centinaia di euro per registrarla».

Ne valeva la pena, perché qui si parla di 8.474 euro svaniti nel nulla. Questa la cifra chiesta da un romano allora 45enne a un parmigiano di un paio d'anni più giovane. Era il gennaio del 2018. I due si conoscevano da tempo, e quando il 47enne ricevette la richiesta di una cifra arretrata dall'Agenzia delle entrate, l'altro si offrì di risolvergli la questione (via Lussemburgo) con un saldo e stralcio. Peccato che a fine febbraio al parmigiano sia arrivata un'ulteriore intimazione di pagamento di 26.277 euro.

Alla conseguente richiesta di chiarimenti, il 45enne rispose che doveva trattarsi di un errore, che il versamento era stato fatto. Errore e terrore: in ottobre piovve in testa al parmigiano la comunicazione preventiva di un'iscrizione ipotecaria. Il difensore del romano ha sostenuto che i bonifici erano stati versati, ma non è stato in grado di presentarne la ricevuta. Il giudice Giuseppe Monaco ha condannato l'imputato a un anno e due mesi e al pagamento di 300 euro di multa, accogliendo le richieste del pm Rino Massari.

rob.lon.

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