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PARMA INFRASTRUTTURE

«Ospedale Vecchio, lavori fermi e impresa in forte criticità»

«Ospedale Vecchio, lavori fermi e impresa in forte criticità»

di Antonio Bertoncini

12 Maggio 2022,03:01

Sembrava che tutto filasse liscio, con il bilancio in pareggio (che è già un evento), il dimezzamento dell’indebitamento da 68 milioni di debito nel 2012 ai 30 milioni nel 2022 e i tanti cantieri aperti nonostante le note difficoltà del settore edile per l’impennata dei costi delle materie prime. Ma non è stato così. A far scoppiare la «bomba» è stato l’intervento del consigliere leghista Emiliano Occhi.

I guai del cantiere

«È vero che l’impresa impegnata nel lavori dell’Ospedale Vecchio è in fase di grave difficoltà e che i lavori sono fermi? C’è il rischio di perdere i fondi nazionali del piano periferie che finanziano l’intervento?» chiede il consigliere leghista. La conferma è immediatamente arrivata per bocca di Albino Carpi, direttore di Parma Infrastrutture, che stava spiegando ai consiglieri in commissione il bilancio consuntivo 2021.

«La situazione dell’impresa che opera nell’Ospedale Vecchio – dice Carpi – denota forti criticità. Il cantiere è fermo, Parma Infrastrutture ha attivato tutti gli adempimenti per aprire la strada alla rescissione del contratto o ad altri interventi previsti dalla legge. Non possiamo perdere tempo, dobbiamo recuperare il 30% di anticipazione dei lavori già versato, a fronte di opere realizzate per soli 200.000 euro su un importo previsto di 4,8 milioni. Probabilmente sarà necessario riappaltare i lavori, ma non si dovrebbero perdere i finanziamenti perché il ritardo, probabilmente di diversi mesi, è dovuto a cause di forza maggiore».

Dal punto di vista di Parma Infrastrutture il dato positivo è che il bilancio della società è sostanzialmente in equilibrio, come ha annunciato l’amministratore Roberto Di Cioccio: il patrimonio immobiliare è ragguardevole, l’indebitamento è sotto controllo, si fa manutenzione in 1.000 chilometri di strade e si sono fatti investimenti di sei milioni per manutenzioni straordinarie. «Siamo finalmente in una situazione di tranquillità finanziaria – conclude Di Cioccio – e abbiamo preservato anche i sei milioni e mezzo di azioni Iren, che avremmo potuto vendere». Nell’occasione è stata presentata anche una variazione del piano industriale della società, riferita al «Mosaico Abitativo XXV Aprile»: l’intervento sull’immobile, di proprietà di Parma Infrastrutture, sarà effettuato con un cospicuo contributo di fondi del Pnrr. Si tratta di un’operazione da 13.650.000 euro. La società interverrà con 5 milioni di fondi propri , fatto questo che rende necessaria la revisione del piano industriale.

Asp, bilancio in positivo

Nella stessa seduta è stato presentato dall’amministratore Gianluca Borghi il bilancio di Asp Parma: per la prima volta l’azienda presenta un consuntivo sotto il segno «più», con un avanzo di gestione di 54.000 euro su un bilancio di oltre 20 milioni. Si tratta di un risultato impensabile fino a qualche anno fa. Oltre a gestire i 460 posti letto residenziali e semiresidenziali, Asp ha creato ospedali di comunità a Villa Parma e Colorno e oggi registra un tasso di occupazione del 97% dopo le disavventure del Covid. Le novità più importanti annunciate da Borghi sono comunque l’apertura della struttura «Nuove Tamerici», prevista fra meno di un anno, e soprattutto il finanziamento di 2.460.000 euro del Pnrr per la ristrutturazione del comparto Romanini Stuard, un terzo rispetto al necessario, ma una cifra ragguardevole per avviare l’intervento.

Antonio Bertoncini

© Riproduzione riservata

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