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Boom del Padel, ecco i motivi del successo

Boom del Padel, ecco i motivi del successo

di Cristina Pelagatti

18 Maggio 2022,03:01

Si gioca in compagnia, con una racchetta leggera e ormai ovunque spuntano campi ad hoc, all’aperto e al chiuso. È indubbiamente l’attività sportiva più in voga del momento, ma quanto sappiamo davvero del padel? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Anna Sofia Delussu, medico di medicina dello sport dell’Ausl di Parma.

Da un paio d’anni il padel è sulla cresta dell’onda: per quale motivo secondo lei?

«È un sport un po’ figlio del tennis, infatti in Italia fa capo alla Fit, la Federazione italiana tennis, prevede una racchetta, una pallina ed un campo di piccole dimensioni. I suoi punti di forza sono che è semplice da imparare, non troppo impegnativo dal punto di vista fisico e soprattutto, essendo sempre giocato in doppio, non è uno sport individuale, facilita la socialità, quindi ci si diverte. Inoltre può essere avvicinato ad ogni età. L’indicazione per l’attività agonistica è dagli 8 ai 40 anni, ma nulla vieta di praticare padel amatorialmente ad ogni età».

Che benefici porta?

«L’attività fisica ad una intensità adeguata contribuisce al mantenimento di corretti stili di vita, di uno stato di salute generale e psico-fisico migliore nel tempo, l’attività fisica regolare è importante dal punto di vista individuale e sociale per la prevenzione primaria e secondaria di patologie cardiovascolari e metaboliche; l’attività fisica è considerata, ormai da anni, come un vero e proprio farmaco che agisce ed influisce in senso migliorativo sulla salute in generale, sulla qualità della vita, sul tono dell’umore e sulla socialità. Il padel è uno sport considerato ad impegno intermittente, caratterizzato da momenti di impegno fisico ad alta intensità intervallati da momenti a bassa-media intensità, non richiede un impegno strenuo quindi si può praticare con costanza e tranquillità e ricavarne tutti i benefici del caso».

C’è la possibilità che, essendo visto superficialmente come un tennis semplificato, adatto a tutti, ed essendo molto in voga, qualcuno la prenda con troppa leggerezza?

«Ben venga il fatto che sia di moda, visto che riesce ad incuriosire persone normalmente non interessate all’attività sportiva. La cosa fondamentale, come in tutti gli sport, è la gradualità. L’attività da fare è diversa se si parte da uno stato di sedentarietà assoluta rispetto a chi già pratica attività fisica in maniera costante. Si devono seguire le normali tappe fisiologiche di riattivamento muscolare e non precorrere i tempi, per evitare di farsi male».

Quali organi sono più sottoposti ad usura, le articolazioni maggiormente stressate, giocando a padel?

«C’è ancora poca letteratura scientifica in merito ai traumi e agli incidenti sportivi nel padel, poiché fino ad ora gli studi si sono concentrati sui temi inerenti ai tecnicismi della disciplina. Tuttavia, uno studio italiano del 2022, che ha eseguito una revisione di quanto in letteratura riportato, segnala come più comuni in assoluto gli incidenti agli arti inferiori: in primis distorsioni di caviglia, visti i tanti movimenti rapidi e cambi di direzione su campi piccoli; in quota minore problemi a spalla e gomito. Uno studio svedese segnala il rischio di incidenti agli occhi, vista la vicinanza tra i giocatori e la velocità della palla, pertanto sarebbero consigliati occhiali protettivi, soprattutto per i rimbalzi della palla poco prevedibili».

Quando i bambini si approcciano al tennis, si tende a far praticare l’attività compensativa tipica di chi affronta sport che portano a sforzare in modo particolare un arto, è così anche col padel?

«Posto che la perfetta simmetria del corpo non esiste, se si pratica uno sport che impone l’ utilizzo del corpo in maniera asimmetrica come il padel, è opportuno che si faccia attività compensativa con rinforzo muscolare mirato sulla metà del corpo meno sollecitata».

Lo stretching è necessario anche per il padel?

«Prima di ogni seduta sportiva è necessario eseguire dello stretching ben fatto, ammetto che può essere noioso, ma è quello che ci aiuta a prevenire incidenti muscolari e articolari. Anche lo stretching post attività, il defaticamento, è molto importante ai fini di preservare il sistema osteoarticolare, anche se sparute voci in letteratura lo considerano controindicato subito dopo l’attività, consigliando di eseguirlo a distanza di qualche ora. È bene ricordare che affinché lo stretching sia efficace e produca beneficio, è importante che venga eseguito con gradualità e senza mai far insorgere dolore».

© Riproduzione riservata

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