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Spigaroli e il suo libro: «La famiglia, la cucina, la mia terra, la vita»

Spigaroli e il suo libro: «La famiglia, la cucina, la mia terra, la vita»

18 Maggio 2022,03:01

La convention di Les Collectionneurs, prestigiosa community di ristoratori, albergatori e viaggiatori attiva fin dal 1975, è stata l’occasione per presentare il nuovo libro «Massimo Spigaroli – Una mia idea di cucina gastrofluviale», edito da Multiverso e curato da Luigi Franchi, insieme allo stesso Spigaroli. Il volume, una vera e propria opera d’arte impreziosita dalle spettacolari immagini di Paolo Gepri (per quanto riguarda il territorio) e Paolo Picciotto (per i piatti e le ricette) è tutto dedicato alla storia e alle ricette dello chef stellato Massimo Spigaroli, noto in tutto il mondo per i suoi culatelli e la sua straordinaria cucina.

Accanto a lui (visibilmente commosso), il fratello Luciano con Benedetta e Antonia, l’editore Mario Cucci di Multiverso, l’autore Luigi Franchi e, soprattutto, il grande chef e imprenditore Alain Ducasse (col quale in tantissimi si sono fatti immortalare), che nella sua immensa carriera ha messo insieme qualcosa come 21 stelle Michelin e controlla decine di ristoranti in vari Paesi del mondo. È stato proprio Ducasse (alla guida anche di Les Collectionneurs) a firmare la prefazione del libro e, nel presentarlo, di fronte all’Antica Corte Pallavicina ha parlato di «territorio unico», sottolineando come «non sia possibile dare un valore all’esperienza che si vive qui». Parlando di Spigaroli, al quale lo lega da tempo una forte amicizia, ha sottolineato come sia importante, accanto allo chef, la presenza della famiglia, oltre che di uomini e donne che «lavorano ai massimi livelli»: «Non si deve raccontare una storia, ma la storia di un luogo, di una famiglia e di un territorio. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, la cosa che conta è ciò che ogni singolo uomo e donna riescono a fare».

Alla presentazione hanno assistito numerose autorità e personalità, tra cui anche l’assessore del Comune di Parma Cristiano Casa, il direttore della «Gazzetta di Parma» Claudio Rinaldi, la giunta di Polesine Zibello (di cui Spigaroli da tre anni è sindaco) al gran completo. Dal cielo, ancora una volta, ha senz’altro applaudito anche Luciano Micconi, leggendario segretario di redazione del «Corriere della Sera», zio di Massimo e Luciano Spigaroli (dei nipoti, e dei loro successi era giustamente molto orgoglioso).

Il volume è diviso in due parti. La prima racconta la storia della famiglia Spigaroli, del bisnonno di Massimo, Carlo, di papà Piren e mamma Enrica, del fratello Luciano e della zia Emilia che ha tramandato a Massimo tecniche e ricette di cucina. Il racconto verte sulla nascita dell’Antica Corte Pallavicina, dei prodotti che nascono nel territorio della Bassa, di come, assieme ad altri, Massimo sia riuscito a creare il Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop, della stella Michelin, degli allievi che si sono formati presso la sua cucina. I testi sono stati preparati e realizzati dal giornalista Luigi Franchi, direttore della rivista «Sala & Cucina» e amico degli Spigaroli: contengono anche molte testimonianze di persone di spicco che hanno avuto un peso importante nella vita dello chef e dei suoi allievi.

La seconda parte riporta le ricette di Massimo Spigaroli, quelle che lo hanno portato a diventare chef stellato. La sua cucina è definita «gastrofluviale» per far ben intendere ciò che offre il territorio della Bassa parmense, lambito dal fiume Po, in termini di biodiversità e naturalità. Massimo Spigaroli lo ha dedicato a mamma Enrica e papà Piren. «Questo libro – ha detto – è il sogno della mia vita». Mamma Enrica gli consigliava spesso di riunire tutto in un volume, «perché le parole volano, ma gli scritti restano». Rivolgendosi proprio ai genitori, Massimo non ha esitato a scrivere «dal mio cuore non siete mai usciti. Ogni giorno attingo dai vostri insegnamenti, vi devo tanto, ma proprio tanto». Parole che hanno commosso prima della straordinaria cena di gala che si è tenuta direttamente in uno «scenario» a dir poco incantevole, nelle antiche cantine dei culatelli, con piatti firmati da grandi chef come Cristina Bowerman (Glass Hostaria), Salvatore Morello (ristorante Inkiostro, Parma), Umberto De Martino (Umberto De Martino Al Florian Maison) e, ovviamente, dallo stesso Spigaroli. Una cena che, per qualità dei piatti e scenario impeccabile ha lasciato tutti di stucco. Ma, del resto, a casa Spigaroli accadono sempre cose straordinarie.

Paolo Panni

© Riproduzione riservata

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