×
×
☰ MENU

PUBLIC MONEY

Costa condannato a 6 anni e mezzo in appello. Peculato: assolti Buzzi e Villani

Costa condannato a 6 anni e mezzo in appello. Peculato: assolti Buzzi e Villani

di Georgia Azzali

19 Maggio 2022,03:01

Sono passati più di nove anni dagli arresti. E anche la prescrizione ha galoppato. Però sono arrivate assoluzioni «pesanti» in appello per l'inchiesta Public money. Certo, per Andrea Costa, ex presidente di Stt, il conto è ancora molto salato: 6 anni e 6 mesi contro i 7 del primo grado. Ma Luigi Giuseppe Villani, ex capogruppo del Pdl in Regione, che doveva fare i conti con una condanna a 4 anni e 6 mesi, può tirare un sospiro di sollievo, salvo eventuali ricorsi in Cassazione: assolto dal reato di peculato, mentre l'accusa di corruzione è andata in prescrizione. Chi ne esce con un'assoluzione completa è Angelo Buzzi, l'ex editore di Polis che era stato condannato a 3 anni per peculato. Assolto anche Antonio Cenini, ex collaboratore di Stt, che si portava dietro 2 anni di pena. Confermati, invece, i 3 anni di condanna per l'ex amministratore di Gdm, Alfonso Bove, e per il giornalista Aldo Torchiaro. La Corte d'appello si è presa 90 giorni per depositare le motivazioni.

L'inchiesta delle inchieste. Quella che nel gennaio 2013, coordinata dal pm Paola Dal Monte e sviluppata dalla Guardia di finanza, portò agli arresti (domiciliari) del sindaco Pietro Vignali (che ha patteggiato 2 anni e poi ha ottenuto la riabilitazione), oltre che di Villani, Buzzi e Costa. E se è vero che bisognerà attendere le motivazioni per capire qual è stata la valutazione della Corte d'appello, è altrettanto chiaro che Costa è stato ritenuto la figura cardine delle operazioni che, secondo l'accusa, sarebbero servite a drenare soldi dalle partecipate del Comune. L'ex manager di Stt e Alfa ha accumulato diversi capi d'imputazione per peculato, anche se per uno è stato assolto. Tra le varie accuse c'era quella di aver distratto circa 21mila euro da Alfa e altri 63.000 da Stt, insieme a Vignali, per poi girarli a sostegno di un fittizio contratto di consulenza con il giornalista Riccardo Ragni, nel primo caso, e per una collaborazione con Antonio Cenini, il collegamento con varie istituzioni nazionali, tra cui la presidenza del Consiglio. Ma dall'accusa di peculato sia Villani che Cenini sono stati assolti.

Nell'inchiesta era poi finita l'operazione «Polis». Secondo l'accusa, Vignali fece nominare nel 2010 Buzzi alla guida di Iren Emilia, in modo che il giornale non costituisse più una «spina nel fianco». E poi, grazie alla distrazione di 98.400 euro da Stt, messa in atto dall'ex sindaco con Costa, Buzzi e Bove, tra giugno e luglio del 2010 sarebbero stati pagati gli stipendi del quotidiano. Ma la Corte d'appello ha fatto cadere l'accusa di peculato per Buzzi.

Spazzata via anche l'imputazione di peculato per Villani, a cui veniva contestato di aver concorso nel 2010 alla distrazione, insieme a Costa, di 20.800 euro da Alfa per pagare quel contratto di consulenza per Riccardo Ragni. Prescritta, invece, l'accusa di corruzione a carico dell'ex consigliere regionale del Pdl relativa alla nomina di Buzzi nella società Iren Emilia: una poltrona che, secondo la procura, era stata assegnata all'editore per riuscire così, in cambio, a controllare la linea del giornale.

E' finito il secondo atto. E potrebbe essere anche l'ultimo per Villani, Buzzi e Cenini, se la procura generale non dovesse far ricorso. L'ultimo treno della Cassazione deve invece ancora passare per Costa, oltre che per Bove e Torchiaro.

Georgia Azzali

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI