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VOLONTARIATO

Associazione volontari ospedalieri, quell'aiuto ai malati soli tra le corsie del Maggiore

Associazione volontari ospedalieri, quell'aiuto ai malati soli tra le corsie del Maggiore

20 Maggio 2022,03:01

Le corsie degli ospedali sono tornate ad ospitare i familiari dei pazienti, seppur rispettando regole precise. E chi i familiari non li ha? Ci pensano i volontari dell’Avo (Associazione volontari ospedalieri), che dopo lo stop causato dalla pandemia, sono tornati a non fare sentire soli i pazienti in difficoltà: un altro piccolo-grande segnale verso la ripresa «a pieno regime» di tutte le attività ospedaliere. «Abbiamo già ripreso le nostre attività in alcuni reparti – dichiara il presidente Gianfranco Cervellin, già direttore del Dipartimento interaziendale di Emergenza-Urgenza e della struttura complessa Pronto soccorso e medicina d’urgenza del Maggiore –, quello dei volontari Avo è un servizio molto importante: di assistenza gratuita a favore di pazienti ricoverati privi di sostegno familiare, senza mezzi per pagarsi un’adeguata assistenza, residenti fuori città, anziani soli o con famiglie in difficoltà».

L’associazione ufficialmente riconosciuta fin dal 1981, ha stipulato una convenzione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria. È quindi da tempo un supporto fondamentale: «Sono i pazienti che sottolineano l’importanza del lavoro dei volontari – riprende Cervellin – e apprezzano molto la vicinanza umana, il sostegno morale e la compagnia di cui sentono spesso molto bisogno».

Il volontario di «Avo» offre «chiacchiera e una risata» per trascorrere il tempo, è la mano che imbocca il paziente che non è in grado di mangiare da solo, è la «veglia» notturna per assicurarsi che i macchinari funzionino bene. La richiesta di questo tipo di aiuto è sempre molto alta (i pazienti in difficoltà vengono segnalati dagli assistenti sociali, che poi contattano l’associazione), quindi c’è sempre bisogno di nuovi volontari. «Chiunque può chiedere di diventare volontario – riprende Cervellin –, il contatto con il paziente non è di tipo medico o infermieristico, ma è un’assistenza sociale, umana».

Per entrare a fare parte di «Avo» è possibile ricercare i contatti e le informazioni sul sito www.avoparma.it o recarsi di persona nella sede dell’associazione (situata in uno dei gabbiotti ai lati dell’entrata di via Gramsci). Perché diventare volontari? «Perché aiutare fa bene agli altri, ma soprattutto a sé stessi – afferma convinta Daniela, volontaria dal 2007 – è una gratificazione unica».

Anche l’Università fa la sua parte, mettendo a disposizione per gli studenti di Medicina e di Ingegneria che aiutano l’associazione per il sito e la parte più tecnologica del lavoro un tirocinio con crediti. Un ottimo modo «per avvicinare i giovani a questo tipo di volontariato», esempio straordinario della relazione che cura.

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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