×
×
☰ MENU

Il prossimo Parma

Vazquez fa gol ma incide poco. Si può valorizzarlo di più?

Vazquez fa gol ma incide poco. Si può valorizzarlo di più?

di Paolo Grossi

22 Maggio 2022,03:01

C'è un tema che aleggia irrisolto e spesso sottaciuto sui bilanci stagionali del Parma: possibile che con un giocatore come Vazquez, due spanne sopra gli altri per talento, fisicamente integro (ha giocato 34 gare) e anche disposto a una certa dose di sacrificio, più tutto il corredo della rosa intorno a lui, il Parma non sia mai stato nella colonna di sinistra della classifica? Tra l'altro l'attacco crociato è solo il decimo della B. Insomma, si evince che la presenza di Vazquez ha delle controindicazioni. «Il sistema di gioco va cucito intorno a Vazquez» disse Iachini il giorno della presentazione. E dopo aver ripassato i concetti di fase difensiva confezionò un 3-4-1-2 con il «Mudo» dietro due attaccanti. Un disegno tattico che ha retto l'urto della manovra altrui (il Parma era sicuramente più quadrato e meno perforabile di prima) ma che in fase offensiva sorprendentemente, ha faticato assai. Un motivo è la Vazquez-dipendenza del gioco. Palla al Mudo era diventato un ritornello per i crociati. Lui cercava di smarcarsi tra la linee, a volte veniva più incontro. E' bravissimo, il più bravo in B, a difendere la palla, meno portato invece a farla girare a uno-due tocchi. Questo comporta che la difesa può rifiatare e salire, ma che l'attacco è prevedibile e al rallentatore, anche perché gli avversari, spesso con la compiacenza di arbitri poco inclini a tutelare l'estetica, gli martellavano le caviglie. Un altro aspetto negativo, questo però previsto in partenza, è la scarsa leadership del Mudo. Fa bene il suo, ma non è mai stato un trascinatore, un uomo-spogliatoio.

Il suo contratto scade a giugno '23. Grandi richieste non ne sono sono arrivate: in serie A, con i cinque cambi, potrebbe recitare un ruolo alla Altafini, ma in genere i club cercano elementi di altra tempra fisica. Siccome rinunciare alla sua classe farebbe sanguinare il cuore, potrebbe essere un'idea quella di schierarlo dietro una sola punta, sfruttando di più gli inserimenti offensivi di esterni e mezze punte in un 4-2-3-1 o in un 3-5-1-1. Questo consentirebbe forse di avere maggior predisposizione alla riconquista alta della palla, cosa sempre utile per incrementare il volume offensivo.

Sorpresa a Cremona

Piuttosto a sorpresa ieri Fabio Pecchia si è dimesso da allenatore della Cremonese, con cui aveva appena conquistato la serie A. Nel suo messaggio alla piazza spiega di «voler dare spazio a energie nuove». Inutile dire che sarebbe il profilo perfetto per noi: giovane ma già con tanta esperienza, due volte promosso in A, valorizzatore di giovani (Okoli, Fagioli, Gaetano). Sarebbe un gran colpo, ma staremo a vedere, perché magari c'è dietro qualche club di serie A, tipo Udinese. L'identikit di Pecchia però, con i doverosi aggiustamenti alla rosa, sarebbe il top, e speriamo ne siano convinti anche nella stanza dei bottoni.

Paolo Grossi

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI