×
×
☰ MENU

Il circolo

Dipendenti Comunali: l'anno della ripartenza

Dipendenti Comunali: l'anno della ripartenza

di Antonio Bertoncini

24 Maggio 2022,03:01

Barcollo ma non mollo: come motto è forse un tantino irriverente, ma rende bene l’idea del Circolo dipendenti comunali in viale Mentana.

Basta gettare uno sguardo alla struttura, un palazzo della prima metà del secolo scorso, di proprietà comunale a ridosso del parco Pellegrini: rivestimento giallo Parma scrostato, persiane che non si chiudono neppure più, tendoni slabbrati. Insomma un’aria da smobilitazione che pare non preludere ad un luminoso futuro.

Eppure il circolo è vivo, vegeto e sempre animato: «A mollare non ci pensiamo proprio – chiarisce subito il presidente operaio Rosario Abbruzzese, che trascorre il suo tempo dietro al bancone del bar e fra i fornelli di cucina – anche se gli ultimi anni sono stati decisamente complicati. Ora i segni di ripresa ci sono, non abbiamo debiti, siamo diventati un punto di riferimento per diverse realtà locali e cerchiamo di costruire le condizioni per il rilancio».

Sono lontani i tempi del presidente storico Luigino Miodini, in cui il Comune finanziava il circolo ed erano centinaia i dipendenti dell’ente locale che avevano in tasca la tessera del Cral e facevano sport indossando la maglia del circolo. Giocavano a calcio, a bocce, partecipavano alle gare ciclistiche, e tanti erano quelli che a fine lavoro si trovavano al circolo per una briscola, un bianchino o un caffè in compagnia.

I problemi si sono presentati nei primi anni Duemila, quando il sindaco Ubaldi decise di costruire il teatro dei Dialetti proprio lì dove la commedia dialettale era nata: «Quella scelta che avrebbe dovuto aprirci strade nuove, ci ha cambiato la vita in peggio – constata amaramente Gianni Ghidini, ex dipendente comunale, iscritto da oltre mezzo secolo, unico baluardo nella gestione del circolo insieme al presidente – Nelle intenzioni del Comune avremmo dovuto resistere nella sede attuale per due o tre anni, in attesa che venisse ultimato il Teatro dei Dialetti e che venisse costruita una nuova sede destinata a noi nel vicino piazzale Sicilia. Poi abbiamo visto com’è andata: nel teatro dei dialetti si fa di tutto meno che parlare dialetto, la struttura è rimasta da ultimare, e nel frattempo ci è stato chiuso l’accesso diretto al parco, uno spazio esterno prezioso per la vita del circolo nel periodo estivo. E della nuova sede non si parla».

Il locale anche all’interno accusa il peso di decenni di mancata manutenzione, ma è ampio, inserito in un contesto pregiato, a due passi da Barriera Saffi. A piano terra si accede nel locale bar, a disposizione dei 250 soci del circolo, di cui un centinaio dipendenti comunali in attività. Allo stesso piano, un’ampia sala destinata a varie attività, dalla ristorazione ai corsi promossi dalla Condotta di Parma di Slow Food, che qui ha deciso di allestire il suo punto di riferimento.

Al primo piano i locali tecnici e amministrativi da un lato, e dall’altro la grande sala che in decenni di vita ne ha viste di tutti i colori (riunioni sindacali, corsi per i dipendenti comunali, infuocati incontri politici), con il tabellone della tombola malinconicamente spento da prima della pandemia.

Oggi alle pareti si notano i vessilli del Circolo Filatelico Numismatico, che al sabato e alla domenica promuove i suoi incontri per lo scambio di monete e francobolli. La sala ospita anche corsi di ballo liscio due volte la settimana sotto la guida di Emanuele Frati, e soprattutto è la nuova sede per le prove del Corpo bandistico Giuseppe Verdi.

«Abbiamo fatto di necessità virtù – fa rilevare Abbruzzese – dopo la chiusura dell’accesso al parco è arrivata la pandemia. Il circolo era chiuso ma le bollette arrivavano lo stesso, così abbiamo dato quasi fondo alle riserve. Ma ora abbiamo ripreso puntando su nuove soluzioni. Il circolo è tornato ad essere punto di riferimento per importanti realtà associative. La banda ha portato con sé un paio di scuole di musica per ragazzi. Fiati, chitarra elettrica, tromba, violoncello e basso tuba sono il nostro quotidiano accompagnamento musicale. C’è anche spazio per corsi di taglio e cucito e bricolage. E nel week end facciamo torta fritta da asporto».

In viale Mentana, dietro quell’edificio comunale un po’ sgarrupato e le imposte a pezzi si respira precarietà, ma c’è anche tanto fervore di iniziative, un buon viatico per dare un futuro anche al Circolo dipendenti comunali: «Il padrone di casa non fa manutenzione – ribadisce Gianni Ghidini – siamo nel limbo di color che son sospesi in attesa che si sciolga il nodo dei Teatro dei Dialetti o che si riapra la porta sul parco. Ma intanto non restiamo con le mani in mano».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI