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Via Buffolara

Malore fatale nel bar dove passava le notti per difenderlo dai ladri

Malore fatale nel bar dove passava le notti per difenderlo dai ladri

di Michele Ceparano

26 Maggio 2022,03:01

È morto «in trincea», Catalin Ungureanu, a causa di un malore improvviso, mentre difendeva l'attività di sua sorella. Cinquant'anni, di origine rumena, Catalin da più di un mese passava la notte all'interno del bar «Paradiso Verde» di via Buffolara 82. Aveva preso questa decisione da quando i ladri si erano introdotti la prima volta nel locale di cui è titolare la sorella Claudia, arraffando anche un computer.

Una scelta coraggiosa che lo aveva visto, quindici giorni fa, risultare preziosissimo nell'arresto di un un malvivente da parte dei carabinieri. Alle 5 del mattino, infatti, con le strade ancora deserte, il ladro aveva scagliato una grossa pietra contro la vetrina del «Paradiso Verde», ferendosi anche a un polso.

Mandato in frantumi il vetro, il malvivente, un uomo di 32 anni, aveva pensato che il più fosse fatto. Invece, appena varcata la soglia del bar, si era trovato di fronte Catalin, per niente intimorito. Il cinquantenne, infatti, lo aveva affrontato mettendolo in fuga. Aveva poi chiamato i carabinieri che, grazie alla descrizione fornita dal 50enne, lo avevano fermato poco lontano dal luogo della «spaccata» e arrestato.

Ieri i carabinieri sono tornati al «Paradiso Verde» allertati dal 118 i cui operatori hanno constatato il decesso di Catalin. La terribile scoperta è stata fatta ieri mattina intorno alle 6, all'orario di apertura, come ha raccontato la sorella Claudia. La porta del locale era chiusa dal di dentro, come faceva sempre Catalin da quando si era messo a fare la guardia e, a quel punto, è partito l'allarme. Ma quando il 118 è arrivato per l'uomo non c'era più niente da fare. Un cuore grande, quello del cinquantenne, da vent'anni in Italia. Da quando il bar era stato visitato dai ladri la prima volta, non ne aveva più saputo di dormire a casa sua. «Arrivava qui intorno all'una di notte - ha spiegato la sorella Claudia - e stava all'interno fino all'alba». Non c'era verso di farlo desistere perché per lui la sua famiglia - le due sorelle, un altro fratello e i nipoti - era tutto. In realtà, Catalin non dormiva quasi e, se lo faceva, restava con un occhio aperto. E il suo coraggio e la sua generosità gli avevano permesso di sventare l'ultimo furto.

Del resto, lavorare non lo spaventava. Nella vita Catalin, del quale ancora non si conosce la data del funerale, si era, infatti, sempre dato da fare. Come muratore, imbianchino o, ultimamente, aiutando la sorella. Carattere aperto, aveva tante passioni, ma più di tutto gli piaceva la pesca. Era, infatti, un pescatore esperto e spesso praticava questa disciplina in riva al Po, specie nella zona di Roccabianca. E dopo la pesca, la giornata si chiudeva con una grigliata in compagnia. «Erano belle giornate - continua Claudia - che lui amava passare con noi famigliari e con i tanti amici che aveva. Non solo qui a Parma. Manteneva i contatti anche con molti che vivevano in Romania». Una vita per gli altri, quella di Catalin, strappata troppo presto ai tanti che gli volevano bene.

© Riproduzione riservata

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