×
×
☰ MENU

COLORNO

Panciroli, 40 anni fa apriva il «mitico» luogo di cultura

Panciroli, 40 anni fa apriva il «mitico» luogo di cultura

di Michele Deroma

26 Maggio 2022,03:01

Colorno «La S.V. è invitata all’inaugurazione della nuova sede del Centro libro di Colorno, che avrà luogo alle 17 presso il palazzo ducale (piano terreno). Alberto Panciroli».

Questa la cartolina di invito per l’apertura, l’8 maggio di quarant’anni fa, di quello che nei decenni divenne uno dei centri più importanti, dal punto di vista culturale, nella provincia di Parma: la libreria Panciroli, che fino alla chiusura avvenuta il 13 novembre del 2018 ospitò all’interno della reggia colornese personaggi del calibro di Giampaolo Pansa, Walter Veltroni, Irene Pivetti o Gherardo Colombo.

Una libreria che «per trentasei anni – ricordano la moglie Maria Teresa Marchetti e le figlie Patrizia e Paola - ha rappresentato un luogo di cultura, libero scambio di idee e relazioni umane».

Ed il merito fu tutto suo, di «Berto», come era soprannominato: Alberto Panciroli, nato il 17 ottobre del 1930, diversi incarichi da amministratore a livello locale e provinciale e trascorsi da barbiere già con vista sui libri, tanto da dare ai propri clienti la possibilità di acquistare i volumi presenti in negozio, o da uscire la domenica in motorino tra i poderi della Bassa e lasciare ai contadini un libro da leggere.

«Un’intera esistenza, la sua, dedicata alla diffusione della cultura, vista come mezzo di emancipazione politica e sociale», la definiscono i familiari.

Particolarmente significativa, a testimonianza di quanto «Berto» abbia lasciato a Colorno con il proprio impegno culturale e sociale, è la pagina originariamente bianca e completamente colma di parole e frasi, in cui, dopo la sua morte, i cittadini di Colorno ebbero la possibilità di lasciare un ricordo scritto di Panciroli: «”Berto” fu la dimostrazione che la cultura, nella sua accezione più bella e vera, è profondamente democratica e non può non passare dalle relazioni con gli altri». E del suo impegno sociale, dopo la sua morte, ricevette il testimone proprio la sua famiglia, che donò a diverse biblioteche di Parma e Provincia circa tremila volumi nell’archivio della libreria: da testi d’arte e di fotografia, a saggi storici e romanzi, messi a disposizione della collettività dopo aver fatto parte di quel prezioso scrigno ai piedi della reggia di Colorno.

«La sua libreria è un capolavoro di ordine e caos: bella come lo studio di uno scrittore, ricca come quella di un bibliomane, disordinata come quella di un lettore accanito», la descrisse Guido Conti nel suo «Il grande fiume Po». «Panciroli è Colorno: conosce vite, fatti e miracoli della Bassa del Po».

Nel quarantennale dall’apertura di quello splendido capolavoro di ordine e caos, Maria Teresa, Patrizia e Paola hanno una speranza in serbo: «Ci piacerebbe avere la possibilità di poter esporre in una mostra il nutrito materiale fotografico, storico e documentario lasciato da “Berto”». Per continuare a ravvivare il ricordo di Alberto e del suo straordinario impegno per Colorno e per la Bassa, in difesa della cultura.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI