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Non c'è pace (né apertura) per la farmacia: polemiche a Santa Maria del Taro

Non c'è pace (né apertura) per la farmacia: polemiche a Santa Maria del Taro

di Monica Rossi

27 Maggio 2022,03:01

L’esigenza di prevedere una gestione in economia dell’unica farmacia comunale ha costretto l’amministrazione guidata da Renzo Lusardi a declassare il presidio di Santa Maria del Taro a dispensario, con gestore provvisorio e servizio limitato a due mezze giornate alla settimana.

Scelta obbligata, visto che non erano andati a buon fine i due bandi di gara per la gestione, pubblicati a metà marzo (scadenza domande 31 marzo) e a metà aprile (con scadenza fissata al 2 maggio). Resta, anzi resterebbe solamente, a questo punto, il dispensario, per il quale l’amministrazione ha emanato un’ordinanza sindacale urgente «per la proroga dell’apertura straordinaria e urgente e in via temporanea (…) fino al 15 giugno». Questa volta, la reazione della minoranza in consiglio comunale si è fatta attendere ma il tempo non ha mitigato i toni della critica. «L’ordinanza del sindaco appesa sulla porta dell’ex farmacia e la contestuale delibera di giunta, preoccupano e confondono la popolazione, per lo più anziana, già scontenta per il ridotto e poco organizzato servizio territoriale - ha dichiarato il capogruppo dell’opposizione Germano Tabaroni -. I disguidi, infatti, li abbiamo già visti: è bastato che il farmacista “prestato” da Bedonia si ammalasse, per avere il dispensario chiuso fino a nuova comunicazione. Vista la legittima preoccupazione di una popolazione anziana su cosa succederà dopo il 15 giugno (data peraltro citata nella comunicazione appesa sulla porta del dispensario), perché il sindaco o un delegato della maggioranza non si rende disponibile a un incontro pubblico per spiegare, chiarire, rispondere alle domande e, si spera, rassicurare i residenti sul futuro del presidio? Come minoranza, vorremmo sapere perché per motivi economici un Comune non abbia trovato altra soluzione che ridurre una farmacia a semplice dispensario e con un servizio che dire minimo è un eufemismo? Forse si potevano stringere i cordoni su altri versanti. E sì che nelle casse comunali arrivano gettiti importanti: Imu, Tari e servizio dell’acquedotto, ad esempio, qui sono fra i più alti nella media a livello nazionale. Senza dimenticare che recentemente anche i servizi cimiteriali sono diventati a pagamento».

Raggiunto per avere chiarimenti su ulteriori bandi di gara per la gestione della farmacia comunale e sul destino del dispensario dopo il 15 giugno, il sindaco Lusardi non ha rilasciato dichiarazioni.

© Riproduzione riservata

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