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Osservatorio immobiliare

«Ora il mercato vola: riscoperto il valore delle abitazioni»

«Ora il mercato vola: riscoperto il valore delle abitazioni»

di Giovanna Pavesi

27 Maggio 2022,03:01

Nel 2021 le compravendite residenziali, in città, sono state 3.226, mentre quelle in provincia 3.967. Le stesse operazioni commerciali, riguardanti, però, negozi e laboratori sono state 153 a Parma e 128 in provincia. Infine, le compravendite commerciali che hanno interessato gli uffici sono state 82 in città e 57 in provincia.

Di questi dati, oggi, il collegio provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali discuterà nel corso della 14ª edizione dell’«Osservatorio immobiliare di Parma e provincia», a partire dalle 16.30 all’auditorium Mattioli di palazzo del Governatore.

Perché se è vero che a causa del Covid-19, per due anni, i professionisti del settore non hanno potuto organizzare l’incontro, aperto a tutti, i numeri sono risultati positivi nonostante la pandemia.

Lo conferma Emanuele Emanuelli, presidente provinciale Fiaip Parma, che spiega come la crisi generata dal nuovo coronavirus non abbia impattato in maniera pesante: «A livello numerico, in base ai dati a nostra disposizione, possiamo dire che, anzi, la pandemia ha fatto riscoprire la casa. Le circa 750mila compravendite residenziali in Italia, registrate nel 2021, che rappresentano un +34% sul 2020, sono un dato che ci riporta al 2007-2008, momento in cui il mercato funzionava molto».

Come chiarito da Emanuelli, nel 2020, il leggero calo registrato rispetto al 2019 è dipeso dai due mesi di chiusura, nonostante si siano mantenuti «ottimi livelli numerici». «Il 2021 è stato un anno in cui a livello nazionale, cittadino e provinciale c’è stato un ritorno a 15 anni fa per numeri di transazioni: ci sono state molte movimentazioni e molti clienti hanno acquistato e venduto anche per il tema legato al credito, ai mutui, ai tassi agevolati, senza dimenticare il bonus 110%, che sicuramente ha dato movimento – ha proseguito il presidente -. La pandemia ha fatto riscoprire il valore della casa, inteso non tanto da un punto di vista economico, ma come valore familiare, affettivo e come ambiente di lavoro sfruttare al massimo, per quanto riguarda gli spazi e la loro valorizzazione energetica».

Il tema della crisi economica sarà uno degli argomenti di confronto al convegno, pensato come un appuntamento utile tanto agli addetti ai lavori, quanto agli utenti. «Anche durante l’interruzione pandemica, noi abbiamo continuato la raccolta dei dati - specifica Emanuelli -. Oggi, oltre a fornire dei valori numerici indicati nell’Osservatorio sugli andamenti dei prezzi degli immobili di Parma e provincia, viene data l’occasione di presentare un quadro più ampio a livello nazionale. E anche se lo studio fotografa i dati del 2021, uno sguardo è già rivolto al 2022 e agli andamenti futuri. Oltre alla pandemia, che non si è ancora conclusa, si è però aggiunta la guerra che, sicuramente, non aiuta nel continuare lo sviluppo. I tassi di interesse delle banche, lo notiamo già dagli Stati Uniti, per esempio stanno aumentando, cosa che accadrà anche in Italia, anche se in misura ridotta, andando a peggiorare le condizioni. Ci possiamo aspettare qualche numero in meno rispetto al 2021, anche se comunque, quest’anno, si prevedono cifre molto alte, abbastanza vicine a quelle dell’anno scorso».

Tra le tendenze positive registrate nel 2021, Emanuelli inserisce anche la volontà di avviare nuove attività: «Nel caso delle compravendite, gli immobili che si sono liberati sono stati acquistati a prezzi interessanti; come numeri e volumi, invece, abbiamo notato un incremento sia in città, sia in provincia, dove, in particolare, c’è stato, sicuramente, un ritorno a occupare spazi che, magari, erano vuoti da tempo. Le tendenze, però, sono state tutte positive: le compravendite degli uffici hanno registrato un +34,5% in città e un +111,1% in provincia».

Come riferito da Emanuelli, anche se ancora molto da fare, rispetto a un’analisi complessiva, il settore immobiliare ha subito meno di altri le conseguenze pandemiche e, anzi, ha avuto «uno slancio buono», derivato dal fatto che è stata compresa l’importanza della casa. E se misure come il bonus 110% hanno contribuito a elevare i numeri delle compravendite, il caro energia resta comunque un tema centrale. «C’è molta più attenzione per quanto riguarda le classi energetiche nel momento in cui va ad acquistare un immobile, soprattutto se è nuovo – conclude il presidente -. Come associazione, pensiamo che i bonus, in generale, potrebbero essere resi permanenti e più strutturali, in modo da dare la possibilità a tutti gli utenti di organizzare e programmare questa transizione ecologica».

© Riproduzione riservata

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