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Intervista

Mascitelli: «Così domenica faremo rivivere le Barricate»

Mascitelli: «Così domenica faremo rivivere le Barricate»

di Claudia Olimpia Rossi

04 Giugno 2022,03:01

«Con i mobili per strada»: al centenario delle Barricate di Parma il Teatro del Cerchio dedica il suo nuovo spettacolo, che debutta domani in piazzale Alberto Rondani (ore 15.30 e 17.30, ingresso libero), acceso da spirito ardito. Una chiamata a raccolta, nel cuore dell’Oltretorrente, per non smettere di resistere.

Diretto da Mario Mascitelli, «Con i mobili per strada» - evento inserito nel cartellone 2022 «Occasioni di memoria» della CGIL Parma, con il patrocinio del Comune - è interpretato da Mario Aroldi, Mario Mascitelli, Simone Baroni, Federica Barbacini, Rocco Rosignoli, Chiara Casoli, Stefania Maceri, Mattia Scolari, Giovanni Pazzoni, Martina Manzini, Silvia Santospirito, Emma Montagna, Eugenio Mascitelli, con la partecipazione degli allievi delle scuole secondarie di Parma.

Mario Mascitelli, il titolo evoca il piglio indomito del nostro Oltretorrente, che si armò di coraggio. Un invito a scendere, idealmente, in strada di nuovo?

«Desideravo andare oltre la rievocazione storica, cercando piuttosto di ricreare l’umore delle persone. Quella delle Barricate fu la battaglia della gente normale, uscita dalle case per unirsi agli arditi del popolo ma anche per manifestare difendendo i propri diritti. Tutti hanno fatto la loro parte, dai bambini agli anziani. L’idea di fondo è riuscire a trasmettere la paura di quei momenti oltre alla convinzione, all’energia, alla spinta nell’affrontare i fascisti. Ho cercato di dare il volto umano, ma anche il credo e il modo di porsi di Picelli e degli altri che insieme a lui hanno condotto la resistenza. Ci piacerebbe incuriosisse chi non conosce bene queste vicende al saperne di più».

Come avete affrontato lo studio preparatorio?

«Lo spettacolo, richiestomi dalla Camera del lavoro Cgil di Parma, è nato attraverso una ricerca storica, partecipando a corsi sulle Barricate, per incrociare le informazioni. Inoltre ho condotto laboratori in alcune scuole, in modo da comprendere con i ragazzi il significato del manifestare, della barricata oggigiorno, difendendo i propri diritti riguardo al lavoro. Non dimentichiamo che la pandemia ha rubato due anni di vita a questi adolescenti e loro non ne hanno colpa. Io credo che in questo momento sia necessario dar loro la possibilità di fare un “j’accuse” verso gli adulti rispetto a quello che è successo. Da lì sono nate riflessioni: qualche ragazzo è pure entrato a far parte dello spettacolo».

Durante le prove ho sentito parlare in dialetto. “Con i mobili per strada” ci regala uno spaccato della Parma di allora?

«E’ una cosa che abbiamo voluto fortemente, in alcune parti, chiedendo aiuto a chi, nei circoli, ancora lo parla bene e può insegnarci la pronuncia corretta. Il dialetto era il linguaggio del popolo, fa parte della nostra tradizione. Cerchiamo di portare l’idea delle Barricate riproponendo la vita di allora attraverso il cibo che viene offerto, l’impegno di tutti, le paure, con l’accompagnamento di una fisarmonica. Ci si faceva coraggio, raccontandosi storie e cantando. Era appena finita una guerra. Nonostante la miseria, la gente metteva a disposizione quello che aveva. Veramente hanno portato i mobili di casa in strada! Soprattutto si offriva la propria vita per un ideale. L’idea dello sciopero, che oggi sembra normale, è stata rivoluzionaria. Rinunciare a giornate di lavoro, quando anche il singolo centesimo faceva la differenza, fu già di per sé un atto di coraggio».

La resistenza si carica, nella riflessione, di una valenza particolare in relazione alla guerra in Ucraina?

«La connotazione di attualità, ovviamente, non mi entusiasma. Lo spettacolo finisce con la domanda di una madre: a chi giova la guerra? Noi poveri per strada e i padroni nelle case a mangiare. Credo che il teatro debba servire a non dimenticare ma anche a far pensare. Chiede di prendere una posizione: stare con o contro quello che stanno dicendo gli attori sul palco. Qui portiamo la nostra idea».

© Riproduzione riservata

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