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«Accadde domani»

Da Pif a Bellocchio: grandi ospiti all'Astra

Da Pif a Bellocchio: grandi ospiti all'Astra

di Filiberto Molossi

19 Giugno 2022,03:01

Dieci film, quattro incontri e milioni di stelle in cielo: all'arena estiva dell'Astra passa un anno di cinema italiano. Porta in dote grandi nomi «Accadde domani», la tradizionale e appassionante rassegna made in Italy che di fatto segna l'inizio della stagione del cinema all'aperto.

E che mercoledì verrà aperta da un maestro indiscusso della settima arte, Marco Bellocchio: il regista piacentino, che sta vivendo una seconda giovinezza, incontrerà il pubblico presentando «Esterno notte-Parte I», il primo atto (il secondo verrà proiettato il 1° luglio) del suo film (inizialmente pensato come serie per la tv) dedicato al rapimento di Aldo Moro.

Un bellissimo, potente e visionario ritratto in nero della solitudine del potere, vibrante e necessario, persino «politico» nella capacità di trasfigurazione della realtà. Un film acclamato a Cannes anche dalla critica internazionale, che Bellocchio - a Parma anche per i sopralluoghi del suo prossimo film, «La conversione» (ambientato nel 1858), a cui darà il primo ciak lunedì 27 - considera il controcampo di un altro suo famoso film sullo stesso tema, «Buongiorno notte».

Lunedì 27 sarà poi la volta di Giuseppe Piccioni, il regista de «Il grande Blek» e «Fuori dal mondo» che in arena porta il suo ultimo film, «L'ombra del giorno», incontrando il pubblico prima della proiezione. Interpretata da Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli, la pellicola, ambientata nella Ascoli (la città d'origine del regista) fascista del '38, racconta la storia del proprietario di un ristorante, reduce della Grande Guerra, e della ragazza che gli chiede di lavorare per lui.

Terzo incontro mercoledì 6 luglio, con uno dei volti più noti del cinema e della tv italiana, Pif: all'Astra l'attore e regista siciliano arriva con la sua terza prova dietro la macchina da presa, «E noi come stronzi rimanemmo a guardare», commedia agrodolce dai temi attuali e urgenti (il lavoro su tutti, ma anche l'uso-abuso della tecnologia e la solitudine contemporanea): storia di Arturo (Fabio De Luigi) che, licenziato dallo stesso algoritmo che ha inventato, finisce a fare il rider per una multinazionale innamorandosi perdutamente di ...un ologramma.

Gran finale per la rassegna - che propone alcuni dei migliori film dell'ultima stagione, da «Qui rido io» a «È stata la mano di Dio» (entrambi candidati a 12 Nastri d'argento), ma anche un doc come «Bella ciao», il curioso «Marilyn ha gli occhi neri» e l'ambizioso «Diabolik» (entrambi tra l'altro con Miriam Leone, con Accorsi nel primo e a fianco di Marinelli nel secondo - l'8 luglio: quando il regista Bonifacio Angius e l'interprete Stefano Deffenu presenteranno, in una serata in collaborazione con l'associazione culturale «Grazia Deledda», «I giganti», tormentata resa dei conti tra cinque vecchi amici.

fil.m.

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