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Siccità

Il Po ai minimi: «Servono nuovi invasi»

Il Po ai minimi: «Servono nuovi invasi»

di Chiara De Carli

19 Giugno 2022,03:01

In questi giorni di avvicinamento all’estate, l’unica «nuvola» all’orizzonte, che si addensa sempre di più, è quella dell’emergenza siccità. La Regione Emilia Romagna ha convocato per martedì una «cabina di regia» con i propri settori Ambiente, Protezione civile, Arpae e Agricoltura, l’Autorità di distretto del Po e i gestori del settore idropotabile, dichiarandosi pronta a chiedere lo stato di emergenza nazionale. «Un passo necessario per fronteggiare una situazione complessa dal punto di vista ambientale, che ha preoccupanti ricadute sul fronte delle produzioni agricole, ma non solo – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e protezione Civile, Irene Priolo -. Ci preoccupa anche il fronte idropotabile, alla luce delle previsioni meteo».

Nel frattempo, sempre più Comuni stanno chiedendo di limitare gli sprechi e, dopo le ordinanze di Fornovo e Bore che vietano il consumo di acqua potabile per usi non domestici, a Fontanellato nelle ore notturne verranno chiuse le fontanelle pubbliche. «Occorre maggiore determinazione per ottimizzare le necessarie azioni di programmazione – afferma il sindaco e imprenditore agricolo Luigi Spinazzi invitando a non temporeggiare oltre -. Con le tecnologie di allertamento meteo disponibili oggi, le casse d’espansione possono avere un uso plurimo e non solo di difesa idraulica: per due o tre mesi all’anno potrebbe essere compatibile un invasamento per le esigenze dell’agricoltura. La costruzione di invasi medio piccoli, riempibili e svuotabili per gravità e quindi senza costi, può avere anche una valenza ambientale di cui abbisogna sicuramente il nostro territorio».

Sul tema interviene anche il presidente di Confagricoltura Parma Mario Marini. «Confagricoltura Parma sostiene, da anni, la necessità di realizzare invasi, laghetti e bacini di captazione ad uso plurimo in tutto il Parmense per fronteggiare la crisi idrica. Sulla carta, è una delle soluzioni più semplici per fronteggiare la siccità: fare in modo che si possa immagazzinare acqua nei periodi in cui questa è presente e la si possa quindi utilizzare nei momenti di maggior necessità. Quello che è fondamentale, ora, è non perdere più tempo e passare agli atti concreti. Il nostro comparto ha fatto tanto in questi anni per ridurre il consumo idrico: dall’introduzione di sistemi di irrigazione puntuale per il pomodoro da industria alla ricerca di soluzioni che richiedano un apporto contenuto di acqua. Adesso serve il pieno appoggio anche delle Istituzioni nella ricerca di soluzioni di ampio raggio ed accogliamo con favore, pertanto, l’impegno del presidente Andrea Massari di inserire nella pianificazione provinciale una maggiore attenzione al tema siccità, in coordinamento con i comuni della Provincia».

Da parte loro, i parlamentari M5s emiliani Davide Zanichelli, Maria Edera Spadoni, Maria Laura Mantovani e Gabriele Lanzi parlano «di punto di non ritorno e ricordano che già a marzo, avevano sottoscritto «un’interpellanza, indicando la necessità di prendere misure serie per il risparmio di acqua».

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Simon

    19 Giugno 2022 - 08:31

    Saranno 15 anni che leggo che servono nuovi invasi. Ma in concreto cosa si è fatto? Domanda da rivolgere alla classe dirigente dell' Emilia Romagna. A me sembra modestamente di sentire sempre gli stessi discorsi anche quando si parla di evasione fiscale e mafia. Tanti buoni propositi ma poi alla fine in concreto poco e niente.

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