×
×
☰ MENU

Profughi

Dopo le bombe, la burocrazia: storia di una coppia ucraina

Dopo le bombe, la burocrazia: storia di una coppia ucraina

21 Giugno 2022,03:01

Dopo le bombe, la burocrazia. È una guerra infinita quella che devono affrontare Victoria ed Ievgenii Nadopta, marito e moglie, sessantenni di Odessa oggi ospitati a Monticelli, scappati dall'Ucraina a inizio aprile. Con tutte le difficoltà dei profughi di ogni tempo e latitudine, ma con un ostacolo in più, enorme: lui è cieco, lei ipovedente.

I due sono fuggiti a oltre un mese dallo scoppio della guerra, quando si sono resi conto che non era proprio più possibile restare, ficcando in uno zaino poche cose e prendendo un treno da Odessa fino al confine con la Slovacchia.

Nella stazione di Uzhorod, al confine con la Slovacchia, sono stati accolti da un gruppo di volontari della Croce Rossa che li ha fatti salire su un bus insieme a tanti altri. Così l'8 aprile hanno passato il confine, diretti a un centro di accoglienza a Kosice, in Slovacchia: nessun controllo alla frontiera, nessun timbro sui loro documenti.

Tutto questo lo racconta (loro parlano solo ucraino) Ilona Nervo, architetta di Monticelli che li ospita in un appartamento arredato di sua proprietà in via Basse, in paese. Victoria ed Ievgenii sono arrivati in Italia da Kosice il 10 aprile assieme ad altri cinque disabili e una mamma con la figlia piccola, grazie ad un gruppo di volontari di Reggio Emilia. E da qui sono stati smistati in varie località in Emilia.

«Il giorno seguente il loro arrivo abbiamo adempiute a tutte le formalità burocratiche di denuncia della loro presenza in Comune e ai Carabinieri, quest'ultimi avrebbero poi provveduto a trasmettere la documentazione alla Questura di Parma, senza ulteriore necessità di presentarsi anche lì».

Ma c'è un timbro a impedire la speranza di una normalità da reinventare, pur in un Paese straniero: quello che attesta il varco del confine ucraino, come prevede il Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri del 4 marzo per il sostegno ai profughi dall'Ucraina. Quindi niente permesso di soggiorno (solo di protezione) e niente aiuti statali (circa 300 euro mensili per tre mesi).

Due appuntamenti in questura a Parma finora non hanno risolto la situazione. «Capisco le leggi, ma abbiamo portato prove del passaggio del confine: un articolo del Resto del Carlino del 12 aprile che parla della missione umanitaria che ha portato i disabili a Reggio, i biglietti del treno da Odessa, documenti del day hospital di Odessa successivi al 24 febbraio, sms automatici dell’operatore del cellulare che avvertono dell'espatrio dall'Ucraina. Con queste prove - dice Ilona Nervo - altri profughi, sempre a Parma, così come a Castelnuovo Monti e Reggio Emilia, hanno ottenuto il permesso di soggiorno».

Intanto i 200 dollari della coppia sono arrivati agli sgoccioli. Provvede a loro la famiglia di Ilona, la parrocchia di Monticelli, la Pedemontana sociale, la Caritas ed altre associazioni. «Ma loro si sentono umiliati, chiedono addirittura di poter lavorare. Nei giorni scorsi la signora è scoppiata in lacrime, desolata. Bisogna dare dignità a queste persone» dice Ilona.

Per cercare di sbloccare la situazione, Ilona si è rivolta all'avvocato Andrea Cantoni dell'associazione «Eyba», esperti di diritti dell'immigrazione e diritti umani che offrono gratuitamente consulenza.

Dalla Questura di Parma fanno sapere che il 13 giugno la pratica è stata avviata e che sono in corso le procedure per valutare - con le traduzioni dei documenti convalidate dal Tribunale - la validità delle prove esibite. «Confidiamo che si possa arrivare ad uno sbocco positivo», dicono i funzionari. Ma ad oggi tutto è ancora fermo. Victoria ed Ievgenii aspettano: che arrivino le carte bollare, e magari anche la pace per la loro terra.

Monica Tiezzi

Arina ha trovato casa e scuola. Ma non ancora l'Happybus

Parma apre le porte ai rifugiati ucraini, e sono storie di solidarietà, amicizia ed efficienza.

Lo testimonia Gisèle Gizzi, dipendente Efsa che si occupa della cooperazione fra Stati membri per la valutazione del rischio, che ha accolto nel suo appartamento in via Bixio, nella stanza del figlio - momentaneamente in Olanda per studio - Irina e la figlia Arina, di 11 anni.

«Il giorno seguente all’arrivo delle nostre due ospiti, l'Ausl ha provveduto al tampone Covid, allo screening per la tubercolosi, al richiamo di sei vaccinazioni obbligatorie, e anche all'assegnazione del pediatra di base e al rilascio del codice fiscale provvisorio. La pediatra ha poi visitato la bimba la settimana successiva e ulteriori screening di salute sono stati effettuati dopo pochi giorni. In questura abbiamo ricevuto in pochi giorni il visto rifugiati, dopo un paio di ore di coda... nella norma, insomma» dice Gisèle.

Altrettanto celermente l'Ufficio scolastico ha inserito la piccola a scuola, spiega Gisèle, e gli assistenti sociali del comune «hanno persino hanno trovato una soluzione per la cura di due dolorose carie della bambina, attraverso un Progetto onlus per la cura dei denti per le famiglie meno abbienti. Un grazie di cuore alla dottoressa Elisa!».

Tanti privati si sono mobilitati, fra i quali Wind che ha regalato sim per i rifugiati e offerto condizioni vantaggiosissime per le chiamate verso l’Ucraina. E la protezione civile ha erogato i fondi per i profughi con una procedura semplice e tempi rapidi, dice ancora Gisèle.

Unico neo, aggiunge la funzionaria Efsa, l'Happybus: «In oltre nove settimane di tentativi non sono riuscita ad iscrivere la bimba e neppure a farmi dare una risposta di quando ciò sarà possibile, malgrado tante telefonate e visite in piazzale Barbieri. Arina, che frequenta la Scuola Europea, continuerà ad andare a scuola fino al 3 luglio, e la mamma utilizza 12 corse settimanali per portarla e andarla a riprendere, dilapidando il piccolo contributo della protezione civile in biglietti di autobus. Veramente l’anello mancante per siglare una storia che, per tanti altri aspetti, è stata di vero successo riguardo l’accoglienza offerta a Parma».

m.t.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • giulio1963

    21 Giugno 2022 - 09:12

    Beh, insomma, invece di esserci grati si lamentano?

    Rispondi

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI