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Andrea Riccardi in visita alla «Dante»

Andrea Riccardi in visita alla «Dante»

25 Giugno 2022,03:01

La lingua italiana ha nel mondo una dea che la protegge: la Società Dante Alighieri. E la Società Dante Alighieri ha un presidente nazionale che ne tiene alto il profilo: Andrea Riccardi. Fondatore della comunità di Sant'Egidio, docente universitario di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, già ministro per la Cooperazione internazionale del governo Monti, Riccardi è ieri giunto a Parma per visitare gli amici del comitato locale della Società Dante Alighieri: il presidente Angelo Peticca, i consiglieri Elena Cordani, direttrice di Interlinguae, nella cui sede in via Felice Cavallotti si è svolto l'incontro, Lori Carpi, segretaria del comitato di Parma, lo psichiatra Stefano Mazzacurati e il vignettista Francesco Soncini detto Soncio.

«Il vero problema - esordisce Riccardi - è che in Italia per troppo tempo abbiamo creduto poco alla forza della nostra lingua nel mondo. Mentre dappertutto, all'estero, c'è una grande domanda di lingua italiana, e questo interesse è alimentato dalla forte attrazione che sugli stranieri esercitano la nostra cultura, la nostra arte, la nostra musica lirica».

Riccardi spiega che la Dante ha duramente lottato negli anni scorsi per ottenere fondi dallo Stato. «Fondi che alla fine - interviene Peticca, lodato da Riccardi per la conduzione del comitato - sono arrivati proprio grazie all'impegno di Riccardi: prima di lui, la Dante boccheggiava finanziariamente, ora la situazione è abbastanza positiva: ecco perché questa visita ci onora così tanto; anche perché è la prima volta che un presidente nazionale viene di persona alla Dante di Parma».

Riccardi prosegue mettendo in luce che «la Dante si regge su quattro gambe. La prima è costituita dai quattrocento comitati sparsi per il mondo. La loro attività è assidua e costante. La seconda gamba è costituita dalle scuole di lingua italiana per stranieri: per esempio quelle di Bologna, Firenze e Roma».

Il presidente nazionale passa poi a descrivere quelle che lui chiama terza e quarta «gamba» sulle quali si sostiene la prestigiosa associazione: sono «gambe» spuntate a partire dal 2015, cioè da quando lui è presidente e la Dante si è non solo risollevata ma si è anche molto rinvigorita: «Abbiamo istituito la Dante Global alla presenza del presidente Mattarella: una grande piattaforma informatica per approfondire la conoscenza della lingua italiana a distanza. Questo significa che l'attività della Dante può davvero estendersi ad ogni angolo del pianeta».

Come quarta «gamba» Riccardi, con giusto orgoglio, parla di «scuole aperte dalla Dante per l'apprendimento e approfondimento della lingua italiana. Una in Albania, due in Russia, due in Paraguay». Realtà importantissime, che si uniscono alla fervida attività dei comitati all'estero. E, sotto la presidenza di Riccardi, tre anni fa la Dante ha avuto un formidabile impulso grazie a un'iniziativa di fortissimo impatto: «Il congresso internazionale di Buenos Aires - spiega Riccardi - si è tenuto con grande successo. L'Argentina vanta ben sessanta comitati della Dante».

Ed è anche in seguito al notevole impatto culturale e mediatico ottenuto dal congresso di Buenos Aires che la Dante, spiega Riccardi, ha fatto un passo in avanti: «Prima, specie in Argentina e negli altri Paesi dell'America Latina, chi si associava alla Dante era spesso mosso da un sentimento di nostalgia verso antiche radici italiane. Ora, invece, la motivazione risiede in quello che io chiamo italsimpatia: la lingua italiana non viene cioè studiata per imposizione culturale, cosa che non succede nemmeno nelle nostre ex colonie, ma per attrazione verso la nostra cultura e il nostro modo di essere. E la Dante è sempre più proiettata verso il futuro».

Riccardi, con la modestia propria delle persone di valore, dice di avere «pudore a ad esprimere idee su Dante e la Divina Commedia: sono uno storico, non un letterato». Non rinunciamo però a chiedergli qualche parola sul messaggio che tuttora Dante può trasmetterci. E Riccardi risponde risoluto e convinto: «Dante e il suo poema testimoniano la grandezza dell'umanesimo italiano, un valore importantissimo, una ricchezza per il mondo intero».

Emilio Zucchi

© Riproduzione riservata

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