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IL CASO

Via Toscana, Rfi ritarda di 3 anni la posa delle barriere acustiche

Via Toscana, Rfi ritarda di 3 anni la posa delle barriere acustiche

di Gian Luca Zurlini

26 Giugno 2022,03:01

Tre anni di tempo a partire dal 2022 per realizzare le barriere acustiche in via Toscana a lato della trafficatissima linea ferroviaria Milano-Bologna. E' questa la comunicazione che Rfi (Rete ferroviaria italiana) ha inviato nelle settimane scorse alla Regione e che è entrata in possesso di Oliviero Ballarini, ex ferroviere e storico residente della strada cittadina che dall'ormai lontano 2004 si batte per la realizzazione di queste barriere.

Un'altra doccia fredda

Per Oliviero Ballarini si tratta dell'ennesima doccia fredda rispetto a una vicenda che dura da ormai quasi 20 anni. E cioè da quando, nel 2004, venne autorizzato dalle Ferrovie l'aumento della velocità commerciale dei treni merci sulla linea da 90 a 140 chilometri orari. Un aumento voluto per incrementare il numero dei convogli e quindi delle merci trasportate, ma che ha cambiato le regole del gioco, provocando un sensibile aumento della rumorosità dei treni in transito sui binari. Binari che in via Toscana sono a poche decine di metri dalle abitazioni dove non si riesce più a stare con le finestre aperte nel momento del passaggio dei treni merci. Ballarini, che da ex ferroviere conosce bene le regole del gioco, ha iniziato subito dopo la sua battaglia per vedersi riconosciuto il diritto a tornare ad avere un rumore nei limiti nelle abitazioni. Dopo anni di solleciti, nel 2018 l'Arpae ha finalmente certificato in modo ufficiale che i decibel emessi dai merci emessi in transito erano superiori a quelli consentiti per legge. E da qui l'obbligo, per le Ferrovie, di installare quelle barriere acustiche che salvaguarderebbero la qualtià della vita dei residenti di via Toscana.

«Io non mi arrendo»

La presa di tempo di altri tre anni messa nero su bianco da Rfi alla Regione, ente con i cui funzionari da anni Ballarini è in contatto, non viene però accettata passivamente dal combattivo residente: «Innanzitutto è pendente un'inchiesta della Procura di Parma sulla vicenda, visto che ho sporto denuncia nei confronti di Rfi per l'inadempienza nella posa delle barriere acustiche. E in ogni caso continuerò a sollecitare i lavori, perché il dato certo è che i treni producono un rumore oltre i limiti e che dunque Rfi è fuori dalla legge». Ballarini si concede soltanto una piccola nota di amarezza: «La verità è che Rfi è un gigante e io sono solo una pulce al loro confronto. Però quello che più dispiace è che un'azienda dello Stato sia la prima a non rispettare quelle che sono normative molto chiare. E noi da quasi 20 anni non possiamo, soprattutto nelle ore serali, tenere le finestre aperte per il rumore dei treni. Quello che più mi dispiace è che tutto questo è successo perché sono state cambiate le regole, visto che abito qui in via Toscana da sempre e c'era sempre stata convivenza con i treni. Tre anni da adesso - - è la sua chiusura - sono troppi e quindi continuerò a rompere le scatole».

Gian Luca Zurlini

© Riproduzione riservata

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