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Viale Berenini

«Attraversare la strada? Una roulette russa»

«Attraversare la strada? Una roulette russa»

di Anna Pinazzi

27 Giugno 2022,03:01

Il traffico lungo lo stradone? «È una tragedia» risponde secco Luca Fiorini, della tabaccheria all’angolo tra via Palestro e viale Berenini, cioè il proseguimento dello Stradone.

Dal suo negozio vede quotidianamente «almeno cinque o sei persone che rischiano di essere investite da una macchina», «ciclisti e motociclisti che fanno lo slalom tra le auto», e «automobilisti al cellulare o che non limitano la velocità, nonostante i tanti semafori».

Le problematiche del tratto stradale in questione sono molteplici: «Un punto pericoloso è sicuramente l’attraversamento pedonale del tratto di viale Berenini», cioè quello tra l’incrocio con via Farini e Ponte Italia.

Proprio dove nei giorni scorsi è accaduto l’incidente che ha visto coinvolti un motociclista di 50 anni (le cui condizioni sono in leggero miglioramento, ma comunque gravi ed è stato trasferito all’ospedale di Reggio Emilia), la figlia di 21 anni e una giovane ciclista di 15 anni (che resta in rianimazione in prognosi riservata, ma nelle ultime ore, anche per lei, è stato riscontrato un leggero miglioramento).

Questo attraversamento si trova dopo pochi metri dal semaforo che regola il traffico nell’incrocio tra via Berenini, Ponte Italia, viale Rustici e viale Bassetti: qui «le macchine spesso arrivano dopo un’accentuata accelerazione e poi frenano di colpo – sottolinea un residente –. Anche qualche giorno fa un papà con un passeggino ha rischiato di essere investito: c’è mancato davvero poco».

Un altro attraversamento critico è quello tra via Berenini e via Palestro. Lì il semaforo verde permette il passaggio – seppur per pochi secondi – contemporaneamente sia alle macchine che arrivano da viale Berenini, sia ai pedoni, biciclette e monopattini che attraversano la strada.

Quei pochi secondi sono comunque sufficienti «per rischiare di essere investiti – aggiunge ancora Luca Fiorini, che ha l’entrata del negozio appena prima dell’inizio delle strisce pedonali –. Le macchine girano a destra spesso con un po’ troppo sprint, ma è altrettanto vero che i pedoni non guardano quando attraversano e molti ciclisti non scendono dalla bicicletta, senza neanche ridurre la velocità».

Per non parlare dei monopattini: «Tante volte chi guida il monopattino non rallenta e attraversa al massimo della velocità consentita dal mezzo – fa notare Aldo Mazza, un residente –. Poi c’è anche chi attraversa senza guardare perché sta scrivendo i messaggi sullo smartphone».

La percorrenza lungo tutto il tratto dello Stradone, in generale, «non è fluida e non è sicura». «I motorini e le moto spesso fanno lo slalom tra le macchine, anche quando si sta aspettando che scatti il verde al semaforo» fa notare Francesca Rollo. A causa del traffico intenso «a tutte le ore», Francesca ormai ha rinunciato a guidare lungo lo Stradone: «Da qualche tempo percorro strade alternative – rivela –. Prendo la tangenziale sud per arrivare lungo viale Rustici e Ponte Italia oppure via Montebello e via Bizzozero: il tempo impiegato è sicuramente minore ed è anche più sicuro».

Insomma, tra cittadini che sono costretti a trovare percorsi alternativi, rischi quotidiani di incidenti e il traffico intenso «la viabilità dello Stradone – chiosa Luca Fiorini – è davvero un grandissimo problema».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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