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Roccabianca diventa la Bologna del 1858 per Bellocchio

Roccabianca diventa la Bologna del 1858 per Bellocchio

di Egidio Bandini

28 Giugno 2022,03:01

Peppone, probabilmente, la chiamerebbe «nemesi geografica»: in due anni a Roccabianca hanno girato due film, mentre settant’anni fa, nonostante Giovannino Guareschi sperasse che la scelta di Julien Duvivier cadesse sul suo borgo natale e nonostante la lettera dell’allora sindaco Angelo Tonna, che diceva a Guareschi di «… contare su tutto il mio appoggio ad eccezione di quello finanziario…», fu Brescello a salire agli onori delle cronache cinematografiche dell’epoca.

«Alla luce di questo aneddoto “guareschiano” - dice il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara – è duplice, anzi molto di più, la soddisfazione per la scelta del nostro paese, da parte di due grandissimi registi: Gianni Amelio l’anno scorso con “Il signore delle formiche”, quest’anno Marco Bellocchio, nostro “dirimpettaio” piacentino, reduce da Cannes con il suo “Esterno notte” e che qui ambienterà, in una Bologna immaginaria, la storia vera, risalente a metà ‘800, del bambino ebreo Edgardo Mortara, dal titolo provvisorio “La conversione”».

In più, «oltre all’orgoglio di vedere valorizzato il mio paese – prosegue il sindaco - con il fiore all’occhiello di piazza Minozzi, c’è, nella scelta del maestro Bellocchio, un valore aggiunto importante: la casa dove da stamattina (ieri, per chi legge ndr.) si gireranno gli interni, è quella della famiglia Campari, del professor Roberto Campari, purtroppo scomparso qualche mese fa, che era con noi al sopralluogo. Sono certo che sarebbe molto contento che un film venga ambientato nella sua casa di famiglia, come lo è suo figlio che ci ha accompagnati in questa nuova “avventura” a Roccabianca».

Piazza Minozzi, dunque, ricoperta di sabbia e di terriccio, come doveva essere a metà ‘800, con le case e i negozi «restituiti» all’aspetto di allora, in un’ambientazione emozionante e suggestiva, dove il porticato del paese servirà a ricostruire la Bologna di 170 anni fa, con tanto di manifesti appiccicati alle colonne, che annunciano lo «Stenterello» all’Arena del Sole, famosissimo teatro bolognese e che, curiosamente, oggi ha lo stesso nome del teatro di Roccabianca. «È un viaggio nel passato di qualcosa come 170 anni – ha detto ancora Gattara – ma talmente ben ricostruito e particolareggiato, che il tempo, nella nostra piazza, sembra davvero essersi fermato e lo si nota anche dal rispetto, prima ancora che dalla curiosità, della gente che passa di qui, quasi si sentissero parte del film».

Sul set ieri, per l’inizio delle riprese, era presente il maestro di Bobbio, Marco Bellocchio, 82 anni, che non ha rilasciato dichiarazioni, mentre le riprese a Roccabianca, in interni e in esterni proseguiranno per tutta la settimana. Prodotto dalla Kavac Film (la stessa di «Il traditore» e «Esterno notte»), «La conversione» vede tra gli interpreti Pierfrancesco Favino.

© Riproduzione riservata

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