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Addio a padre Michele D’Erchie, per anni missionario in Africa

Addio a padre Michele D’Erchie, per anni missionario in Africa

29 Giugno 2022,03:01

Nei giorni scorsi è deceduto, presso la Casa madre dei Missionari Saveriani di viale San Martino, il padre missionario Michele D’Erchie.

Novantunenne, era nativo di Montemesola, paesino di collina della Murgia Tarantina dove il panorama, davvero superbo, spazia offrendo una stupenda immagine del golfo di Taranto.

Padre Michele, nel paese natìo, frequentò le scuole medie inferiori e superiori presso il Seminario Arcivescovile e, nel 1946, entrò nell’ Istituto a San Pietro in Vincoli.

Nel 1947 emise la prima professione religiosa e missionaria, convinto come ebbe modo di affermare che «l’ideale religioso-missionario, anche se è intessuto con le più dolorose rinunzie e sacrifici, è troppo bello e sublime per non seguirlo».

Proseguì la sua formazione teologica e, dopo due anni vissuti come cappellano della parrocchia del Sacro Cuore a Parma, dal ‘56 al ‘58, partì per il Burundi dove vi rimase per 10 anni per poi venire designato Superiore di quella circoscrizione.

In Burundi svolse una straordinaria attività missionaria, non solo dal punto di vista religioso, ma portando anche cultura e cure mediche, esposto perfino al contagio della lebbra che, per fortuna, lo risparmiò. Nel 1981 venne espulso dal regime politico avverso all’apostolato e all’opera dei nostri missionari.

Nel 1982 fu destinato in Camerun Ciad come Superiore Delegato prima e, poi, come Superiore Regionale. Nel ‘92 ritornò in Italia in qualità di Rettore della comunità di Tavernerio e direttore dei corsi di formazione per i missionari momentaneamente in Italia.

Dal 2000 apparteneva alla regione Italiana del proprio ordine religioso: animatore missionario, sostituto del Rettore a Salerno e poi nella sua Taranto.

Per motivi di salute, lo scorso anno, il ritorno a Parma nella Casa Madre dove ha serenamente concluso la sua vita vissuta al servizio del prossimo più bisognoso.

Nella nostra città aveva intessuto profonde e solide amicizie nella comunità del Sacro Cuor che mantenne tutta la vita attraverso una fitta corrispondenza. Lascia in molti parmigiani un ricordo dolcissimo ed indelebile.

Lo.Sar.

© Riproduzione riservata

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