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Contagi Covid, casi triplicati in tre settimane

Contagi Covid. casi triplicati in tre settimane

di Monica Tiezzi

30 Giugno 2022,03:01

Secondo i virologi, è la variante Covid finora più contagiosa. E così Omicron (con le sue sottovarianti) prospetta un'estate segnata dalla caduta di gran parte delle misure di contenimento, ma anche da un'intensa circolazione del virus, mai vista dall'inizio della pandemia con la stagione calda.

I nuovi casi a Parma e provincia ieri sono stati 706, dato probabilmente sottostimato, poiché alcuni eseguono il tampone rapido in casa e non sempre comunicano l'esito. Una vittima ieri, una donna di 77 anni.

In tutta la Regione, nuovo balzo in avanti con 6.756 nuovi casi, una percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi del 33,6%.

Nella nostra città e provincia dal 30 maggio al 26 giugno i nuovi casi sono quasi triplicati, passando dai 789 della settimana 30 maggio-5 giugno, ai 2.281 della settimana 20-26 giugno.

Una curva in ascesa che va di pari passo con l'incidenza della malattia, passata dai 174 casi ogni 100 mila della settimana fra fine maggio e i primi di giugno, ai 503 casi, sempre su 100 mila abitanti, della settimana 20-26 giugno.

Crescono di conseguenza i ricoveri ospedalieri, che ieri al Maggiore erano 97 (nello stesso periodo dello scorso anno erano meno di 15), così suddivisi: 61 al Barbieri, sei in Terapia sub intensiva, uno in Rianimazione Covid, 16 in Clinica pneumologica, nove alle Malattie infettive, uno nel percorso Covid in Ostetricia e ginecologia, tre alle Malattie infettive dell'Ospedale dei bambini.

«Sono ricoveri in gran parte di persone finite al pronto soccorso per altri motivi, e che lo screening ha evidenziato come positive, ma non vediamo più effetti importanti della patologia», dice Silvia Paglioli, direttrice del servizio Igiene e sanità pubblica dell'Ausl.

«Responsabili delle nuove infezioni sono i sotto lignaggi di Omicron, in particolare BA.2, causa del 62,8% dei nuovi casi, BA.5, il 23%, e BA.4, l'11,4%» aggiunge Paglioli.

Il problema è che la marcata trasmissibilità di Omicron cade in un momento di maggiori frequentazioni sociali e di assenza quasi totale di misure di contenimento. «Il 67% dei contagi è nella fascia d'età 25-64 anni, quella di chi è in età lavorativa o comunque ha maggiori occasioni di socialità» dice Paglioli.

Quanto alla copertura vaccinale, nell'81% dei casi si è infettato chi ha aderito alla campagna preventiva, e nel 17% chi è senza alcun tipo di immunizzazione al Covid.

Numeri che non devono però far pensare all'inutilità dei vaccini, avverte Paglioli. «I vaccini hanno dimostrato una capacità inferiore di prevenire l'infezione da queste sottovarianti, ma rimane la protezione da forme gravi della malattia, anche a più di 120 giorni dall'ultima dose» dice Paglioli.

Il consiglio della dirigente Ausl è quello, per le categorie per le quali è suggerito, di prenotare la quarta dose (info su www.ausl.pr.it/covid_19_info_news/quarta_dose/default.aspx) e di continuare ad indossare la mascherina, dove non è possibile rispettare il distanziamento. «Insomma, senso di responsabilità», riassume Paglioli.

© Riproduzione riservata

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