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INTERVISTA

Massimo Fabi: «Azienda Usl e ospedale uniti dal 1° gennaio 2023»

Massimo Fabi: «Azienda Usl e ospedale uniti dal 1° gennaio 2023»

01 Luglio 2022,03:01

Il conto alla rovescia è partito: il primo gennaio 2023 Azienda Usl e Azienda Ospedaliero-Universitaria saranno un'unica azienda sanitaria da ottomila dipendenti, comprendente tre ospedali (Maggiore, Vaio e Borgotaro) e ventiquattro case della salute sparse su tutto il territorio provinciale.

Massimo Fabi, direttore generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, l'8 giugno è stato nominato anche commissario straordinario dell'Ausl, al posto di Anna Maria Petrini, ora alla guida dell'Ausl di Modena.

L'obiettivo della nomina è chiaro: proseguire e ultimare il processo di unificazione delle due aziende sanitarie locali presenti sul nostro territorio.

Massimo Fabi, il percorso di unificazione è iniziato il 1° luglio 2020. Quali sono state le prime azioni messe in campo?

«Quando abbiamo ricevuto il mandato di unificare le due aziende, con Anna Maria Petrini, che ringrazio per il lavoro svolto, abbiamo costituito 58 gruppi di lavoro , coinvolgendo cinquecento professionisti delle due aziende sanitarie che, materialmente, stanno definendo il percorso operativo di unificazione. Il lavoro si è concentrato su alcune priorità fondamentali: qualità delle reti cliniche, integrazione ospedale-territorio, integrazione socio-sanitaria, sviluppo delle cure territoriali. Sono stati quindi elaborati dei percorsi di integrazione. Sulla questione c'è stata anche una valutazione da parte delle confederazioni sindacali, che la Regione Emilia Romagna ha ritenuto di coinvolgere in questa fase di progettazione.

Ora a che punto siete?

C'è stata una forte accelerazione del percorso. Abbiamo già unificato, tra gli altri, il dipartimento farmaceutico e i dipartimenti di area tecnica amministrativa. Entro il mese di luglio definiremo inoltre i percorsi di fattibilità relativamente ai settori gestionale e giuridico istituzionale. La volontà dell'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini e del presidente della Regione Stefano Bonaccini è quella di avviare una interlocuzione a livello ministeriale per creare le condizioni giuridiche e normative per consentire, sul territorio di Parma e Ferrara, di sperimentare l'unificazione delle Aziende ospedaliero-universitario con le Aziende sanitarie territoriali. Servirà un accordo di programma o un protocollo di intesa per poi arrivare a una legge regionale che porti all'unificazione. L'obiettivo della Regione è quello di arrivare all'unificazione delle due aziende sanitarie a partire dal primo di gennaio del 2023.

Questa operazione mette a rischio il futuro della Facoltà di Medicina?

L'Università di Parma rappresenta uno dei motori propulsori di questa operazione. L'unificazione infatti è un importante valore aggiunto per l'Ateneo e il dipartimento di Medicina e Chirurgia che, attraverso i propri corsi di laurea, formano i futuri medici, infermieri e, più in generale, i professionisti della sanità. Gli insegnamenti agli studenti non possono rimanere confinati all'ambito del solo ospedale, ma devono interessare anche ambiti di assistenza ormai diventati prevalenti, penso soprattutto ai servizi in ambito territoriale. I giovani medici, grazie all'unificazione delle due aziende, potranno così affiancare i medici di famiglia e, più in generale, formarsi al meglio anche sui percorsi di cura esterni all'ospedale.

Cosa cambierà per i pazienti?

L'unificazione è pensata per mettere in rete tutti i professionisti della sanità del nostro territorio, ma soprattutto per dare risposte ancora più efficaci ai bisogni delle persone. Ciò ovviamente non significa mettere in secondo piano le grandi competenze cliniche e le tecnologie che abbiamo a disposizione negli ospedali pubblici e nel privato accreditato. Il mondo della sanità locale, sfruttando al meglio le case della salute, gli ospedali, il privato accreditato e i servizi territoriali, potrà andare incontro ai bisogni della cittadinanza in maniera capillare. Questa operazione è basilare per dare vita a quel welfare di comunità già sperimentato in occasione dell'emergenza Covid.

Quali sono i prossimi passi verso l'unificazione?

Come prima scelta, per dare concretezza all'unificazione, abbiamo pensato di riunire i due collegi di direzione delle due aziende sanitarie, ossia il principale organo di governo (composto dai direttori di dipartimento ospedalieri e territoriali e dalla dirigenza aziendale), nei singoli distretti socio sanitari del territorio. L'intento è quello di illustrare agli operatori sanitari i principali obiettivi dell'operazione, oltre che ascoltare direttamente dalla loro voce criticità e opportunità. D'intesa con le conferenze territoriali e i presidenti dei comitati di distretto, abbiamo deciso di estendere questi incontri anche ai sindaci dei vari territori interessati. Proprio ieri (mercoledì ndr) a Borgotaro si è tenuto un primo interessante e partecipato incontro dei collegi delle due aziende, a cui hanno preso parte anche gli operatori territoriali e i sindaci della valli del Taro e del Ceno. In tanti sono intervenuti offrendo spunti e osservazioni concrete, estremamente utili per capire i bisogni e le potenzialità del distretto nel suo complesso. I prossimi appuntamenti sono in programma lunedì diciotto giugno a Fidenza, per le realtà e i sindaci del distretto di Fidenza; giovedì ventuno giugno a Langhirano, per il distretto Sud-Est. Il distretto di Parma chiuderà questo «viaggio» di comunicazione e ascolto propedeutico all'unificazione.

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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