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PARMENSE A SECCO

Berselli: «Invasi contro la siccità e stop alle reti colabrodo»

Berselli: «Invasi contro la siccità e stop alle reti colabrodo»

06 Luglio 2022,03:01

Invasi per immagazzinare l'acqua piovana, che è sempre più scarsa, ma anche interventi urgenti sulla rete «colabrodo» per fermare perdite che superano il 40%, senza dimenticare i reflui dei depuratori: bisogna migliorarne la qualità per poterli utilizzare in agricoltura. Le strategie per combattere l'emergenza siccità, un'emergenza che ormai è diventata routine, sono queste, assicurano Meuccio Berselli, segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e il presidente della Provincia Andrea Massari.

Intanto, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, accoglie con soddisfazione i 10,9 milioni di euro per l'Emilia Romagna, come conseguenza della dichiarazione, da parte del consiglio dei ministri, dello stato d'emergenza per cinque regioni piegate dalla siccità. Oltre all'Emilia, la mancanza d'acqua affligge anche Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto.

«Magazzini» per l'acqua

«Bisogna realizzare opere utili allo stoccaggio dell'acqua. Penso agli invasi là dove c'è un deficit idrologico e a micro-invasi destinati all'irrigazione». Meuccio Berselli (Autorità di bacino) parte da un dato: «Negli ultimi vent'anni, questa è la sesta crisi idrica nel bacino del Po, dopo quella del 2003, 2006, 2012, 2017 e, in parte, anche 2021. Dobbiamo rendere i nostri territori più resilienti quando si parla di mancanza d'acqua».

Le idee contro la siccità non mancano, ma non si può dire lo stesso per i cantieri. «Al momento - prosegue - tratteniamo solo il 10-11% dell'acqua che cade. Il resto va a mare». Uno spreco che il bacino del Po, quindi anche il Parmense, non si può più permettere. Il perché è sotto gli occhi di tutti: caldo precoce e sopra la media, piogge scarsissime e nevicate ancora più magre.

Depuratori: più risorse

«Se non mitighiamo gli effetti del cambiamento climatico rischiamo che i nostri territori restino a secco per mancanza d'acqua».

Quindi invasi, ma non solo. «Bisogna investire da subito sui depuratori, affinché i reflui della depurazione siano così virtuosi dal punto qualitativo da poter essere riusati in agricoltura». Restando in tema, Berselli suggerisce «tipi di irrigazione sempre più avanzati» per ridurre gli sprechi.

Perdite lungo la rete

A proposito di sprechi, c'è un dato che deve far riflettere. «Le reti idriche hanno perdite che si aggirano attorno al 41%. Bisogna assolutamente migliorare queste reti colabrodo, portandole a livelli di perdite più accettabili, attorno al 10-15%, come avviene nelle nazioni europee più virtuose».

Berselli, che a partire dal 14 luglio diventerà direttore generale di Aipo, guarda anche al delta del Grande fiume. Qui la situazione è drammatica a causa della risalita dell'Adriatico. «Se diminuisse ancora la portata del fiume, la risorsa idrica sarebbe a rischio per 750mila persone distribuite nelle province di Rovigo, Ravenna e Ferrara».

Cantieri urgenti

L'emergenza va avanti da tempo. Quindi, per risolverla servono azioni straordinarie. Ne è convinto il presidente della Provincia, Andrea Massari. «Ben venga il riconoscimento dello stato d'emergenza, ma tutti sappiamo che questa non è una situazione d'emergenza. È una situazione da affrontare con strumenti straordinari. Bisogna dare il via libera urgente a quelle opere idrauliche in grado di contrastare la siccità. C'è la necessità di immagazzinare l'acqua al più presto grazie a cantieri che devono essere fatti ricorrendo a strumenti straordinari».

Aiuti da Roma

In attesa di progettare far partire i lavori, Bonaccini incassa il sostengo dell'esecutivo. «Ringrazio il Governo e il presidente Draghi per l'accoglimento e il varo dello stato di emergenza per l'Emilia-Romagna che avevamo richiesto, con subito lo stanziamento dei primi 10,9 milioni di euro per gli interventi più urgenti contro la grave siccità che stiamo vivendo. Un ottimo segnale di attenzione in tempi brevi al quale, sono certo, seguirà successivamente lo stanziamento degli altri fondi necessari».

Pierluigi Dallapina

© Riproduzione riservata

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