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Dalai: «Così si evolveranno le Zebre»

Dalai: «Così si evolveranno le Zebre»

di Paolo Mulazzi

07 Luglio 2022,03:01

Le Zebre Parma hanno fatto la muta. Diciamo pure una rivoluzione, almeno nella rosa: sono ben 20 i fuorusciti, tra cui molti dello zoccolo duro cui non è stato rinnovato il contratto, di alcuni definito oneroso. «Tutti i cicli hanno una fine: questo, probabilmente, era già finito e l’anno scorso è stato un prolungamento. Il modo migliore, anche, per rispondere a tante voci su eventuali dismissioni» dichiara il presidente Michele Dalai.

Lo staff tecnico si è arricchito di un coach sudafricano, Williams, di provata esperienza ad alti livelli e i giocatori sudafricani ingaggiati sono ben 6, alcuni con un buon pedigree,che sommati a Meyer e Cronjé fanno 8 in tutto.

«E’ un mercato ricco di talenti ed è più facile attingervi. Williams ha determinate idee e loro si adattano meglio. Volevamo un gruppo che potesse amalgamarsi alla svelta, fornire una buona dose di intensità ed essere pronto subito».

Più l’inglese Eden e i3 stranieri confermati fanno 10, contro 9 dell’ultima stagione, cui si aggiungono gli italo-argentini Volpi e Garcia e l’italo-australiano Caputo. Qualcuno storce il naso per questa infarcita in una franchigia cosiddetta di sviluppo, ma occorre fare i conti con quello che è il materiale umano fornito dal movimento e con le partite dell’Italia, a partire dal mondiale. Di italiani in via di sviluppo ce ne sono comunque parecchi in rosa: «C’è unità d’intenti con la Fir. La nuova impostazione vuole subito in campo i giovani senza la transizione dal Top10, accompagnati da un gruppo di stranieri solidi e che possano aiutarli a crescere. Dopo la stagione di Zambonin, Andreani e Neculai viene da dire che è la strada giusta». Questione Fiamme Oro, esplosa all’inizio della scorsa stagione e trascinatasi con un via vai utile a nessuno: otto i giocatori/poliziotti “bivalenti”, ma il recente aut- aut cremisi, “o poliziotti o niente” ha costretto a scegliere. Licata, Nocera, Fusco e Bianchi hanno scelto le Zebre, Canna, Biondelli, D’Onofrio e Stoian la Polizia. «Era di difficile gestione, risolta con grande equilibrio, anche dal punto di vista legale, da noi e da Fiamme Oro».

Circa il futuro a Parma sì, a Parma no, a Padova boh,
il clima si è raffreddato poiché il presidente Fir, Innocenti, ha dichiarato che non ci sono bandi, alle viste, per l’aggiudicazione della licenza della franchigia che rimarrà a Parma senza una data di scadenza. Innocenti ha pure certificato quanto detto da Dalai proprio da queste pagine qualche mese fa sul bilancio, meno gravoso sulle casse federali.

«Ciò che serve è una gestione più oculata e corretta del patrimonio a disposizione. Non è automatico che più milioni di euro abbiamo, più siamo competitivi. Agli imprenditori di Parma ribadisco che il tema non è comprarsi le Zebre, è lavorare insieme, come si lavora a Treviso, a Dublino, a Galway, per migliorare le prestazioni oltre che per sviluppare giocatori per la Nazionale. Dobbiamo sciogliere il nodo di cosa possiamo fare noi per Parma, che ne portiamo nel mondo il nome, e cosa può fare Parma per noi» chiosa Dalai.

Nel frattempo, le aziende parmigiane Laumas e Corte Parma hanno rinnovato il loro sostegno.

© Riproduzione riservata

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