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Il ritratto dell'uomo ucciso

«Aveva sempre aiutato quella famiglia. E' morto da eroe»

«Un eroe. Ha salvato una madre e la sua bimba»

di Michele Ceparano

07 Luglio 2022,03:01

Un fiore deposto su una chiazza di sangue. E poi tanti altri fiori il cui numero nel corso della giornata è cresciuto a vista d'occhio. «Perché a Vitalie piacevano i fiori» spiega la cognata Eugenia. Sono state lei, Stella Svetlana, la sorella del 40enne ucciso, e la cugina Tatiana a posizionarli nel punto in cui martedì sera il loro caro è stato accoltellato a morte. Ieri, fino alla notte, in quel rettangolo di asfalto c'è stato un pellegrinaggio continuo di parenti e amici, tutti a chiedersi il perché di un gesto così devastante. Senza trovarlo.

Fa un caldo infernale nel parcheggio di strada Fontanini, all'altezza del civico 91. Ma niente rispetto all'inferno scatenatosi poche ore prima, quando a Vitalie Sofroni, il corriere moldavo che abitava poco lontano, lungo via Montanara, la vita è stata strappata da una coltellata al cuore.

Strada Fontanini è campagna; qualcuno, scarpette da ginnastica e tuta, fa jogging. Qualcun altro passa in auto o in bicicletta. Molti rallentano alla vista di tutti quei fiori. C'è chi si ferma un attimo e chi vorrebbe dire qualcosa a quelle donne. Comunque, a volte, basta uno sguardo silenzioso per dare un po' di vicinanza a chi ne ha bisogno.

Un uomo che risiede nella zona torna a quegli attimi. «Da casa mia ho visto i lampeggianti dell'ambulanza e delle forze dell'ordine - dice -. No, a vedere non sono andato. Ma avevo capito che era successo qualcosa di brutto».

Il sangue, i fiori e i lumini, tantissimi, che ieri hanno illuminato la notte di Gaione. Poi, le lacrime di un dolore composto e pieno di dignità della sua famiglia. Le donne della famiglia - unita nella vita, ma anche nel lavoro, dal momento che Vitalie lavorava per l'azienda di trasporti del fratello maggiore, Mihail, dove era dipendente anche l'uomo accusato della sua morte - sono come statue di pietra di fronte a quel sangue e a quei fiori.

Resteranno lì a lungo, sfidando il caldo ancora più opprimente del pomeriggio. Vicine a chi è stato per loro fratello, cognato e cugino.

«Vitalie è stato un eroe - dice, asciugandosi le lacrime, la cognata Eugenia -, ha salvato una donna e la sua bimba. Non doveva finire così». Eugenia racconta che «da stamattina (ieri, ndr) il telefono non ha mai smesso di squillare. Lo conoscevano e lo stimavano in tantissimi».

Il ritratto che esce del 40enne ucciso è quello di «un grande lavoratore e di una persona gentile ed educata con tutti. Bambini, adulti e anziani. Prima di pensare a se stesso, aiutava sempre gli altri». È stato così anche in quella maledetta serata di martedì.

Sono tante le prove che le vita ultimamente ha messo sul cammino di questa famiglia. «Tre anni fa è morta nostra madre - aggiunge Stella Svetlana, la sorella minore di Vitalie - e lui ci aveva fatto coraggio. “Dobbiamo essere forti” ci diceva. Adesso è toccata a lui - sospira - ed è stato troppo presto». A fine luglio avrebbe compiuto quarant'anni mentre sua figlia diventerà maggiorenne tra poco. «”Faremo una grande festa” diceva» ricorda ancora Stella trattenendo a stento le lacrime.

In quel parcheggio il tempo si è fermato a quella coltellata che ha messo a tutto la parola fine. «Ma dobbiamo andare avanti» sembrano dire all'unisono le donne. Nel suo ricordo. «Tutti questi fiori sono per lui - spiega ancora la cognata -, perché a lui piacevano i fiori, il verde e la vita. Avreste dovuto vedere com'era bello il suo balcone, pieno di fiori».

Dopo il lavoro alla Dhl come camionista, ora era con la ditta del fratello maggiore. Dove lavorava anche l'uomo che è accusato di averlo ucciso. «Vitalie lo aveva sempre aiutato - prosegue il racconto -, si può dire che fossero amici». Il 40enne sapeva davvero fare tutti i lavori e «gli aveva riparato l'auto e la caldaia. Anche quando aveva bisogno per il bambino, Vitalie si prestava sempre volentieri. Del resto, quando qualcuno aveva bisogno, lui c'era sempre. Per tutti».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Frank

    07 Luglio 2022 - 08:05

    Non se ne fa nulla del suo bel gesto, andava gestito tutto prima...

    Rispondi

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