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Useri: «Dagli invasi al risparmio energetico, le strategie per combattere la siccità»

Useri: «Dagli invasi al risparmio energetico, le strategie per combattere la siccità»

22 Luglio 2022,03:01

Non a caso viene chiamata «oro blu». L'acqua, indispensabile per la vita, «è in costante diminuzione». Fabrizio Useri, direttore del Consorzio della bonifica parmense in carica dall’ottobre 2017, lancia l'allarme. Ma allo stesso tempo racconta cosa sta facendo il Consorzio per affrontare la grave siccità.

Come state affrontando un cambiamento climatico sempre più drammatico?

«Abbiamo deciso di destinare grandi risorse potenziando, in primo luogo, gli interventi di manutenzione straordinaria delle reti di distribuzione del comparto irriguo, per migliorarne l’efficacia e la funzionalità. In secondo luogo, parte delle risorse è stata destinata al risparmio energetico: adeguamenti impiantistici, investimenti in energie rinnovabili e in studi di soluzioni innovative, che permettano ad un soggetto energivoro come il Consorzio di ridurre l’impatto ambientale».

Cosa state facendo per trattenere l'acqua quando c'è?

«In merito alla costruzione di bacini irrigui, sta continuando ad avanzare il lavoro per la realizzazione dei bacini di Medesano, esempio virtuoso nella sostanza da replicare sul territorio ma con modalità differenti, oltre ad individuare aree idonee alla costruzione di piccoli/medi invasi nel territorio parmense, così come suggerito anche da Anbi al fine di dare una risposta agli agricoltori nel breve periodo, ed a progettare opere di accumulo della risorsa sul torrente Enza insieme al Consorzio dell’Emilia centrale. Visto il regime torrentizio dei nostri fiumi sarebbe opportuno poi effettuare uno studio per verificare altre zone adeguate all’accumulo della risorsa idrica».

C'è poi da affrontare il capitolo delle azioni a tutela del territorio.

«Solo nel 2021 parliamo di 121 interventi complessivi nel vastissimo territorio di montagna parmense tra sistemazioni idrogeologiche e regimazione idraulica, manutenzione di strade e ponti, progetti per lavori di prevenzione dei danni da fenomeni franosi, un grande lavoro di difesa attiva dell’Appennino finalizzata alla realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria in accordo con i Comuni e le associazioni agricole, per un investimento complessivo di 6,4 milioni di euro».

E per quanto riguarda l’ammodernamento dell’attuale rete di distribuzione e dei sistemi di adduzione?

«Si sta procedendo in relazione alle differenti fasi in cui si trovano le grandi progettazioni finanziate da Regione e ministeri, che riguardano il miglioramento, adeguamento, efficientamento e ripristino dei sistemi di adduzione e delle reti di distribuzione esistenti nel comprensorio irriguo. Infatti, grazie al nuovo impulso dato all’ufficio di progettazione consortile, sono stati intercettati finanziamenti che daranno risposte a storiche esigenze del territorio: 13 grandi interventi complessivamente volti ad un risparmio idrico e a progetti green, come il nuovo impianto idroelettrico di Medesano, per un importo complessivo di 50 milioni di euro di investimenti».

Cosa state facendo sul fronte della manutenzione delle infrastrutture?

«Nel 2021 sono stati eseguiti nel territorio di pianura numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sui canali, sugli impianti e sulle opere consortili in generale, per un importo complessivo di 4,6 milioni di euro. In particolare, si sono eseguiti e diretti lavori, sia in appalto che con propri mezzi e maestranze, di sfalcio dei canali di scolo, irrigui e promiscui per un totale di 2.150 km, di decespugliamento degli stessi per un totale di 600 km, inoltre sono stati eseguiti lavori di risezionamento, ripresa di frane e ricostruzione di rilevati arginali per un totale 91 km. Segnalo inoltre che in questi primi sei mesi del 2022, sulla rete di canali che si estende per circa 1.500 chilometri, gli interventi eseguiti risultano già superiori di oltre il 35% rispetto a quelli eseguiti nel 2021».

Quanto è grave la situazione che stiamo vivendo?

«Nella consapevolezza che l'acqua è in costante diminuzione, l’impegno del Consorzio è massimo con propri tecnici ed “acquaioli” al lavoro giorno e notte, per gestire al meglio i turni irrigui. Quanto sta accadendo ci fa capire ancora una volta che dobbiamo riprendere a fare scelte coraggiose. La direzione è quella che in questi ultimi anni stiamo perseguendo con l’ufficio progettazione interno, grazie al quale sono state raccolte le esigenze idrauliche del territorio e a cui hanno fatto seguito progetti dedicati in corso di realizzazione e in attesa di finanziamento».

Cosa fare evitare che l'emergenza idrica sia una costante anche in futuro?

«Dovremo agire d’anticipo, non basta più tamponare le situazioni, quando queste si manifestano. Occorre una programmazione attenta: un piano preciso per riuscire a prevenire le emergenze, attraverso la realizzazione di opere e infrastrutture adeguate. Fondamentale in questo caso il ruolo della Regione, che come fatto fino ad oggi, continui e implementi il sostegno ai Consorzi di bonifica.

P.Dall.

© Riproduzione riservata

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