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Addio a Roberto Caraffini, innamorato di Verdi e dell'opera lirica, morto improvvisamente a 51 anni

Addio a Roberto Caraffini, innamorato di Verdi e dell'opera lirica, morto improvvisamente a 51 anni

23 Luglio 2022,03:01

«Verdiano fino al midollo». Così descrivono Roberto Caraffini gli altri componenti del Club dei 27. Scomparso improvvisamente nella notte tra giovedì e ieri, Caraffini aveva 51 anni e dal 2005 era socio del club, impersonando l'opera verdiana di «Attila».

Grandissimo appassionato di Giuseppe Verdi, di cui conosceva tutte le opere nei dettagli, Caraffini aveva iniziato a coltivare la passione per la lirica fin da giovanissimo. Assiduo frequentatore del Loggione del Regio, amava inoltre assistere alle opere liriche nei principali teatri italiani, in compagnia di altri melomani parmigiani.

Dipendente della Scic, lascia la madre Maria Grazia, le sorelle Monica e Federica e i nipoti Benedetta e Leonardo. I tanti che lo conoscevano lo descrivono come una persona discreta ma di grande simpatia e amante della compagnia. «Perdiamo una persona speciale, un appassionato verdiano come pochi - dichiara Enzo Petrolini, presidente del Club dei 27 (Un giorno di Regno) -. Roberto seguiva la lirica a tutto tondo e conosceva in maniera minuziosa tutte le opere grazie alla sua straordinaria memoria».

Già prima di entrare a far parte del Club dei 27, Caraffini faceva parte del ristretto gruppo di melomani che ogni sabato mattina si ritrovava nel negozio di Peppino Azzali. «In compagna era sempre allegro - ricorda ancora Petrolini -, una persona simpatica che sapeva stare al gioco e prendersi in giro. Che si parlasse di lirica o di calcio, riuscivamo sempre a buttarla in arlia».

«Roberto aveva una bella voce da basso - continua il presidente - come aveva dimostrato in più occasioni». «La sua scomparsa, così improvvisa - commenta ancora Petrolini - è davvero difficile da accettare. Cercheremo di ricordarlo nel migliore dei modi, pensando ai tanti bei momenti trascorsi assieme».

Il vicepresidente Stefano Bianchi (Aida) era profondamente legato a Roberto Caraffini e fatica a trattenere le lacrime mentre ricorda il caro amico scomparso. «Aveva una memoria enciclopedica - spiega - si ricordava alla perfezione tutti i cantanti, le opere interpretate e le singole esecuzioni di ogni opera. Era la memoria del Club». «Aveva preso l'eredità del nostro vecchio socio Nino Bilzi, al quale era molto legato e che l'aveva proposto al Club come socio - precisa Bianchi -. Andavamo spesso insieme alla Scala e recentemente avevamo assistito a Un ballo in maschera».

Grande amico di Alberto Michelotti, nutriva profonda stima nei suoi confronti. Caraffini tutti gli anni prendeva ferie il 10 ottobre e il 27 gennaio, per ricordare la nascita e la morte di Giuseppe Verdi. «Era verdiano fino al midollo - ribadisce Bianchi - appassionato delle opere, ma anche della persona di Verdi». «Attila» era attentissimo anche alle attività del Club, che promuoveva con grande convinzione. «Era molto orgoglioso di essere Attila - rimarca Bianchi - Scherzosamente lo chiamavamo barbaro, ma lui replicava di essere un re. E aveva ragione».

L'altra grande passione di Caraffini era lo sport. Tifoso del Parma, seguiva tutte le partite della squadra di casa e, proprio in questi giorni, era pronto a partire per il ritiro di Pinzolo.

Amante del baseball e della pallavolo, anche in questo caso Roberto Caraffini seguiva le due discipline con grandissima attenzione, sia a livello locale che nazionale.

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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