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Per 30 anni tecnico di laboratorio al Romagnosi

Addio a Zilioli, quel sorriso mite che ha accompagnato generazioni di studenti

Addio a Zilioli, quel sorriso mite che ha accompagnato generazioni di studenti

08 Agosto 2022,03:01

Con il suo camice scuro, il sorriso mite, lo stile compassato da galantuomo, ha accompagnato generazioni di studenti del Romagnosi che certo non hanno dimenticato quel viso bonario.

Se n'è andato a 75 anni compiuti da pochi giorni, Giovanni Zilioli, lasciando la moglie Mariella -compagna di vita da 52 anni - e il loro figlio Massimo, 50enne.

Nato a Noceto il 29 luglio, ultimo di 4 figli e unico maschio, passò l' infanzia tra due corti rurali in quel di Sanguinaro, la Bellica e i Gavozzi dove tutta la famiglia lavorava nei campi. Il primo paio di pantaloni lunghi arriva quando inizia le scuole a Parma frequentando l’avviamento industriale per iniziare subito dopo a lavorare nelle Officine Luciani, grande complesso meccanico industriale in città.

Grande appassionato di musica, innamorato dei Beatles e dei Rolling Stones, con alcuni amici fondò il gruppo The Riders, di cui era il bassista: negli anni Sessanta suonavano nei più importanti dancing della provincia. In quegli anni l'incontro con Mariella, che lo seguiva nei vari locali in pieno stile grupies.

Nei primi anni Settanta la passione per lo studio e la cultura permisero a Giovanni di vincere il concorso per diventare il tecnico dei laboratori di fisica, chimica e biologia del liceo classico cittadino. Trent'anni di lavoro al Romagnosi, dove ha visto passare e «diventare grandi» migliaia di studenti. Anche in questi ultimi giorni al Maggiore è stato curato, tra gli altri, da due ex studenti del Romagnosi, i medici Nouvenne e Parise, che lo hanno riconosciuto ed entrambi ne serbavano un ricordo nitido.

«La forza di mio padre - ricorda commosso il figlio Massimo - è stata sempre la curiosità, unita alla mitezza con la quale ha affrontato sempre tutte le faccende della vita. Per preparare gli esperimenti di fisica, diceva: “ci vogliono molta precisione, molta passione e un pizzico di buona sorte”. Sorridente e buono con tutti, ha creduto a pieno nel giuramento e nella fedeltà allo Stato e si è sempre sentito un grande privilegiato a poter lavorare a contatto con il “sapere” e con i giovani».

Restano mitici gli episodi raccontati a decine nel giornalino della scuola, il Jolly, che hanno visto come protagonisti intere generazioni di studenti; tutti abituati a incontrare in fondo al corridoio del primo piano, a destra della presidenza, «il signor Zilioli» immerso tra gli apparecchi di fisica e la collezione di animali imbalsamati che custodiva come tesori d’altri tempi.

«L’altra metà della sua anima - annota ancora Massimo - era sempre legata a un gruppo di amici storici con i quali era cresciuto, senza mai allontanarsi un solo attimo: la compagnia del Quadrifoglio che anche durante l’ultima fase della vita lo ha sempre coinvolto e portato letteralmente “in spalla” in tante occasioni». Esempio limpido di amicizia basata su un amore incondizionato e una fratellanza di rara ricchezza.

Giovanni Zilioli lascia un grande vuoto non solo nei familiari che sono stati al suo fianco giorno e notte, ma in tutti coloro che lo hanno conosciuto, tra un esperimento e un sorriso, tra una citazione del Carpe Diem di Orazio e una cena con amici.

Negli ultimi giorni aveva sussurrato al figlio: «Massimo, organizzati e datti da fare, perché io voglio vivere».

Quell'afflato è rimasto intatto fino all'ultimo respiro, ultimo desiderio - purtroppo irrealizzato - di un uomo innamorato della vita.

I funerali si svolgeranno domani alle 10,15 nella chiesa di San Marco in via Confalonieri Casati.

r.c.

© Riproduzione riservata

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