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Due chitarre d'oro per Bandini

Due chitarre d'oro per Bandini

08 Agosto 2022,03:01

Due Chitarre d’oro per Giampaolo Bandini, chitarrista parmigiano e direttore artistico dalla Società dei Concerti di Parma, che si è distinto in qualità di didatta e per il miglior cd con chitarra. Il doppio riconoscimento è stato conferito dal Convegno Internazionale di Chitarra di Milano, evento molto atteso nel mondo delle sei corde, che ha un comitato scientifico presieduto da Filippo Michelangeli, con la direzione artistica di Frédéric Zigante. La cerimonia di premiazione si terrà l’8 ottobre, al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Milano. «È un’anomalia che diano due chitarre d’oro alla stessa persona nello stesso anno, credo non sia mai successo…», osserva Bandini, che già nel 2011 aveva ottenuto la Chitarra d’oro per l’opera di promozione e diffusione della chitarra nel mondo.

La prima chitarra d’oro è un riconoscimento per il suo impegno didattico, che effetto le fa?

«Ovviamente mi fa molto piacere, perché insegno da tanti anni con passione e credo molto nei giovani. Quando sono arrivato al Conservatorio Boccherini di Lucca, quindici anni fa, la classe di chitarra non esisteva ancora. Ora l’Istituto Boccherini è diventato un polo chitarristico di riferimento a livello internazionale: vengono ragazzi da tutto il mondo e abbiamo creato un modello, perché gli studenti prendono parte a un festival che dura tutto l’anno e hanno la possibilità di seguire masterclass con docenti esterni. A questo si accompagnano il mio impegno come didatta al Conservatorio di Parma nel Master di Alto perfezionamento in Chitarra, e tante masterclass che tengo in tutto mondo».

La seconda Chitarra d’oro è per il cd «Mario Castelnuovo Tedesco: Guitar Chamber Works-Complete Edition»…

«Questo cd è un mio progetto nato durante la pandemia e realizzato con la Decca, con cui collaboro da qualche anno. Mario Castelnuovo Tedesco è uno degli autori da me preferiti, dal mio punto di vista quello che ha lasciato l’eredità più grande per la chitarra, per bellezza e quantità. In questi anni ho suonato tanta musica da camera sua, ma durante la pandemia ho avuto la possibilità, non semplice, di raccogliere tanti bravissimi musicisti con cui collaboro da tempo (il Quartetto Adorno, Francesco Di Rosa, Stefano Cerrato, Andrea Oliva, Augusto Mianiti e Alberto Miodini) attorno a questo progetto monografico. Si tratta della prima incisione integrale della musica da camera strumentale con chitarra di Castelnuovo Tedesco, perché comprende anche un brano per chitarra, oboe e violoncello mai registrato prima. Diana Castelnuovo Tedesco, nipote del compositore che si occupa di tutto il suo lascito, è stata felicissima di questo cd, di cui ha scritto le note nel libretto».

Quali i progetti per il futuro?

«Con la Società dei Concerti di Parma abbiamo appena varato la Stagione del Teatro Regio: anche il prossimo anno sarà pieno di grandi nomi e speriamo che le persone tornino in teatro. Poi ho un progetto discografico, in autunno, legato al mondo della musica leggera. Farò un disco di grandi classici della musica pop ma proposti in versione molto colta e intima: brani di Sting, dei Beatles, dei Queen, riarrangiati per chitarra classica sola».

Lucia Brighenti

© Riproduzione riservata

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