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Restano i problemi: ma il quartiere attira di nuovo tanta gente

L'Oltretorrente che vuole tornare a vivere

L'Oltretorrente che vuole tornare a vivere

di Luca Pelagatti

08 Agosto 2022,03:01

Sabato sera, intorno alle 21. All'incrocio tra via Imbriani e borgo Parente i lampeggianti di guardia di finanza, polizia e ambulanze spennellano di blu le facciate delle case. Per terra, invece, sul marciapiede l'azzurro vira nel rosso. E' sangue, cascame dell'ennesima zuffa tra ubriachi. Prima si beve: poi i vetri diventano armi. Alla stessa ora, a meno di cento metri di distanza, in piazzale Inzani, le luci invece sono quelle allegre dei locali dove gruppi di ragazzi sorridenti bevono una birra seduti ai tavolini. Ancora poco più in la, in piazzale Picelli, alle risa si aggiungono gli accordi di una chitarra. Manca solo il sottofondo del mare e pare d'essere da qualche parte, in una qualsiasi riviera.

Si scrive Oltretorrente, si legge in molti modi. E si presenta con mille volti.

Per capire che la banalizzazione e i luoghi comuni non bastano per raccontare questo quartiere - bellissimo, vivo, meticcio e anche un po' compiaciuto di esserlo - occorre proprio spendere una sera tra queste piazze e questi marciapiedi, andare avanti e indietro cercando di capire perché sono sempre le scazzottate a fare fracasso. Mentre il rumore delle chiacchiere e delle risate sembra svanire. «E' così, troppo spesso si finisce per raccontare questo quartiere sottolineando solo gli aspetti negativi, enfatizzando quello che non va. Mentre ci sono tante cose belle -, racconta uno dei clienti dei locali aperti nonostante il coprifuoco d'agosto. - Ma forse è più facile solo lamentarsi».

Una scelta che forse è frutto del pregiudizio e della pigrizia. Perché l'impressione che si ricava è che negli ultimi tempi molto sia cambiato. Una volta tanto è bello dirlo: in meglio.

«Ci siamo impegnati e siamo convinti che i risultati si vedano - conferma il gestore del Rivamancina. - Le strade si sono sempre più riempite di persone che scelgono di passare qui il loro tempo. E la qualità del quartiere è migliorata». Piazzale Picelli per l'estate, con le casette di alcuni locali dove il fine settimana si fa anche musica; piazzale Inzani è ormai una infilata di locali, dal ristorante alla birreria all'enoteca. Bionde alla spina anche in borgo Bernabei. Molti all'inizio non ci credevano: ma degrado e vita sociale paiono essere davvero incompatibili.

«Per molti aspetti è così - prosegue un residente che argomenta.- Il prezzo è che magari di sera si deve convivere con voci e musica che talvolta infastidiscono un po'. Ma se l'alternativa sono le risse e i crocchi di spacciatori è un prezzo che si può pagare». Già, le risse, che lo abbiamo detto non sono certo svanite anche se ora più spesso scoppiano nell'altra zona di quel quadrilatero, verso piazzale Bertozzi. «Da quando l'Hub Cafè è chiuso quella zona è peggiorata. E ne risentono le strade vicine», spiega una persona che osa pure un po' di filosofia: «Dove ci sono vetrine chiuse e strade buie si crea il vuoto. E prima o poi il vuoto qualcuno lo riempie. Quasi mai chi si vorrebbe, però».

Ecco allora che qualche voce propone un ulteriore sviluppo della vita non solo serale in queste strade. Ma non tutti sono d'accordo: «Perché le regole devono essere le stesse per tutti - rivendica il gestore della caffetteria La Pulcinella. - Se invece si occupa una piazza per l'intera estate cancellando la concorrenza di chi sta intorno non è giusto». Polemiche comprensibili, aspetti di cui tenere conto per programmare il futuro. Ricordando però che, distinguo a parte, se l'Oltretorrente sta riprendendo appeal lo si deve appunto a chi lo rende vivo. A chi si impegna e sceglie di frequentarlo.

«Se è migliorato? Io direi di si - conclude un avventore. - Io non abito qui ma ora ci vengo volentieri, mi sembra di notare un cambiamento. Certo, c'è molto ancora da fare. Ma un po' alla volta potrà essere ancora migliore. In fondo basta volerlo. E provarci».

© Riproduzione riservata

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