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Aveva 49 anni

Addio a Micaela Mignani, per 30 anni impiegata al Don Gnocchi

Addio a Micaela Mignani, per 30 anni impiegata al Don Gnocchi

09 Agosto 2022,03:01

Quando parla di lei lo fa ancora sorridendo, nonostante la malattia praticamente improvvisa, scoperta per caso a dicembre, e la sofferenza del distacco repentino.

Pasquale «Lino» Abbruzzese per descrivere la moglie, Micaela Mignani, scomparsa da poche ore, sceglie parole piene di cura e di dolcezza. La definisce ancora un «punto di riferimento» per lui, per i suoi tre figli e per quel nucleo familiare, tenuto insieme dalla sua presenza solida e costante.

Impiegata come assistente amministrativa al Don Gnocchi, Mignani aveva iniziato a lavorare nella struttura circa 30 anni fa, da giovanissima, cambiando qualche mansione, ma rimanendo affezionata a quel luogo di lavoro, che l’aveva vista crescere e che aveva dovuto lasciare temporaneamente per curarsi. «Sperava di guarire e di poter tornare a lavorare - racconta il marito commosso, che parla ancora della diagnosi come un evento inaspettato -. Aveva accusato qualche dolore nei mesi scorsi e siccome lavorava in una struttura sanitaria aveva fatto un’ecografia. I risultati avevano mostrato una malattia oncologica latente già al 4° stadio, rimasta asintomatica a lungo, nonostante Micaela fosse una persona che si controllava molto, facendo spesso esami. Nessuno si spiega come mai, in così poco tempo, sia successo tutto questo. Abbiamo provato di tutto, dagli esami all’estero ai tanti cicli di chemioterapia, sperando funzionasse, ma non c’è stato nulla da fare. Lei, seguita dall’Oncologia di Parma, si è sottoposta a diverse terapie e ha combattuto fino all’ultimo». Come ricordato dal marito, la 49enne, i cui funerali si celebreranno oggi, alle 15.15, nella chiesa di San Leonardo, era molto conosciuta. «Sono ufficiale di marina e proprio il mare è stata una delle passioni che mi ha unito a lei - ricorda ancora Abbruzzese -. Visto il mio lavoro, che mi portava, anche negli ultimi anni, fuori città dal lunedì al venerdì, Micaela ha garantito una presenza importante per i nostri tre ragazzi (due giovani ormai grandi, Margherita e Martina, e Alessandro, un adolescente di 15 anni), che sono cresciuti tra Colorno, dove abitavamo fino a un anno fa, e Parma, dove ci eravamo trasferiti da poco. Lei era felicissima di questo trasferimento in città, anche per la vicinanza a un lavoro che le piaceva».

Giovanna Pavesi

© Riproduzione riservata

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