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Passi avanti dei crociati

Il Parma adesso sa lottare

Il Parma adesso sa lottare

09 Agosto 2022,03:01

«Di questi tempi non sono le prestazioni o i risultati singoli a poter determinare le scelte di mercato. Abbiamo le idee chiare, la società sa cosa fare e ci sta lavorando»: dopo la netta e meritata vittoria di Salerno queste parole di Fabio Pecchia sono musica per le nostre orecchie. Già, perché il «dark side», il pericolo nascosto in questi exploit estivi (anche se stavolta era calcio ufficiale) è che finiscano per mascherare lacune che poi magari riemergono quando è tardi per rimediare. Il Parma non è ancora a posto e non è dato sapere, ad esempio, quanto avrebbe potuto aiutare quel Cheddira lasciato a titolo definitivo al Bari per bruscolini o poco più e capace di segnare tre gol al Verona. Lo capiremo forse meglio venerdì sera quando sarà di scena al Tardini.

Il lievito di Pecchia

A confondere le idee sull'attuale valore della rosa in realtà è l'atteggiamento che tutti stanno mettendo in campo: determinazione, attenzione, voglia di fare cose semplici ed efficaci, fame di risultato. Tutto quello cioè che abbiamo invocato invano per due stagioni intere. E' bastato un mese con mastro Pecchia ed ecco lievitare il giusto piglio con cui affrontare la serie B.

In questo contesto, a cui si aggiunge un canovaccio tattico preciso, con concetti chiari su come passare dalla fase di possesso a quella difensiva e viceversa, stanno effettivamente facendo bella figura anche elementi che mai, o quasi mai l'avevano fatta in passato.

Non fidarsi è meglio

Sarebbe confortante pensare che Pecchia abbia trovato la combinazione per aprire i forzieri di tanti giocatori e scovarne i valori. E magari sta succedendo davvero, solo che per non rischiare di fronte alle inevitabili difficoltà che càpitano in una stagione, dagli infortuni alla gestione individuale delle pressioni e della concorrenza, fino alla forza e alle contrarie degli avversari, ci pare che il gruppo vada ancora rafforzato. Non dimentichiamo il parterre de roi della B di quest'anno, e questo turno di Coppa, con le sue sorprese nelle sfide tra cadette e squadre di A, è la conferma che ci sarà da battagliare per nove mesi.

Sulle corsie esterne ad esempio i terzini l'altra sera hanno contribuito poco al gioco d'attacco e sappiamo bene che invece questa è una prerogativa del gioco di Pecchia. Ci sta, perché eri in trasferta, contro una squadra di serie A e per mezz'ora hai difeso e poi arrotondato il vantaggio, ma altre volte serviranno più proiezioni, sovrapposizioni, assist dal fondo.

Il senso della lotta

La società non ha avuto fretta di portare a casa giocatori e sin qui le tre mosse principali, Chichizola, Estevez e Romagnoli, si sono rivelate perfette. Attendiamo dunque fiduciosi e godiamoci il volto nuovo e assai promettente di questo Parma. Senza voli pindarici, ricordando che siamo in agosto e tante squadre non hanno ancora avvitato i bulloni. E però, sia pur priva del suo faro tecnico Vazquez, la squadra non s'è mai smarrita. Pecchia ha sottolineatonel dopopartita, quei frangenti di primo tempo in cui il Parma s'è messo in trincea col coltello fra i denti e ha respinto letteralmente col corpo le pallonate avversarie: ecco, quel modo di stare in partita per noi è una sorta di garanzia. Se finalmente c'è il senso della lotta siamo già a buon punto.

Paolo Grossi

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • yanke

    09 Agosto 2022 - 14:07

    Il Parma è già in serie A

    Rispondi

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