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Chiude il Caffé del Prato. I gestori: «Troppe limitazioni»

Chiude il Caffé del Prato. I gestori: «Troppe limitazioni»

di Antonio Bertoncini

10 Agosto 2022,03:01

Da domani chi entra in piazzale San Francesco, alle spalle della panchina con Peppino Verdi comodamente seduto, non vedrà più l’insegna «Il caffè del Prato», con la scritta dorata su fondo blu, appesa ad un elegante sostegno color rame. Game over.

Il caffè chiude. E comunque vada - salvo capovolgimenti di fronte (per usare un termine calcistico) - dietro il bancone non vedremo più Aldo e Felice, che lo hanno rilevato in situazione difficile 13 anni fa, investendo tante risorse e tanto lavoro. Ma ormai, dopo il colpo di grazia del Covid, l’impresa non regge più. Meglio chiudere per minimizzare il danno: «Domani (oggi per chi legge) sarà l’ultimo giorno - conferma Aldo Coronella, con un velo di commozione e una profonda delusione - la condizione economica della nostra piccola impresa non ci permette di andare oltre. E’ un peccato, ma si chiude. Noi dovremo darci da fare per trovare altre soluzioni, ma è un problema che va oltre le persone interessate. Siamo in un contesto, la casa della Musica, che impone troppe limitazioni, soprattutto nei giorni e negli orari di apertura, che penalizzano l’economicità della gestione. Sempre per la stessa ragione, il fatto di essere in un locale comunale, in cui pure paghiamo l’affitto a Parma Infrastrutture, non abbiamo potuto accedere ai ristori previsti per i locali penalizzati dal lockdown. Ma i costi non sono calati e non abbiamo ottenuto né sconti né contributi. Il locale è bello, accogliente, ma a queste condizioni non regge».

Si legge una grande delusione anche negli occhi di Felice Dragonetti, che pure ci tiene ad evitare ogni polemica: «Abbiamo invano sperato che si trovasse una soluzione - dice - in questo luogo ci abbiamo lasciato la vita. Non è un pubblico esercizio come tutti gli altri, è un servizio importante a supporto della struttura Casa della Musica, apprezzato dai clienti. Inoltre abbiamo promosso una mostra al mese di fotografia e pittura, senza chiedere un euro a nessuno. Ma non possiamo neppure fare gli aperitivi serali perché la casa chiude alle 18. Così non abbiamo potuto rinnovare il contratto. Per noi è troppo tardi per ricominciare». Alle pareti è ancora appesa l’ultima mostra fotografica di Gianluca Ponzi e Luca Formentini. Nelle prossime settimane verrà rimossa, insieme a tavoli, sedie, arredi, frigoriferi e al pianoforte, che conferiva un tocco artistico al caffè. «Viene a mancare un piccolo prezioso presidio - fa notare Primo Giroldini, organizzatore di eventi - qui si respira cultura in un luogo di cultura. Tutti i musei hanno uno spazio ricreativo. La Casa della Musica ne sarà priva. È un servizio che, almeno per ora, verrà a mancare».

© Riproduzione riservata

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