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Un'esperienza formativa

Dopo la pandemia boom di iscrizioni nei gruppi Scout

Dopo la pandemia boom di iscrizioni nei gruppi Scout

di Anna Pinazzi

10 Agosto 2022,03:01

Lo scoutismo cambia il modo di pensare, di approcciarsi alle cose, di relazionarsi (le relazioni, che cosa preziosa, lo abbiamo capito bene in questi tempi di pandemia). È anche per questi motivi che sempre più genitori decidono di iscrivere i propri figli al Movimento scout. Lo conferma la presenza dei tanti gruppi nel solo territorio parmense: Agesci (Associazione guide e scouts cattolici italiani, che a Parma conta circa 1700 iscritti, 8 gruppi in città e 8 in provincia), Cngei (Corpo nazionale giovani esploratori ed esploratrici italiani, con i due gruppi uno di Parma con sede a Ravadese e uno di Langhirano), Aisa (Associazione italiana scout avventista) e Fesi (Federazione evangelica scout italiani).

Negli ultimi anni, poi, si può parlare di un vero e proprio «assalto» alle sedi e ai loro siti internet per riuscire ad assicurarsi un posto all’interno di uno dei gruppi cittadini.

Le richieste sono così numerose che spesso la domanda supera l’offerta e diversi bambini vengono inseriti in lunghe liste d’attesa.

«Le iscrizioni sono ogni anno tantissime e noi siamo davvero contenti, significa che lo scoutismo di Parma e provincia funziona ed è una realtà viva, aperta, importante - afferma Lorenzo Caravita, responsabile di zona Agesci -. Il nostro impegno è massimo, vorremmo riuscire a garantire a tutti un posto, ma ci sono diversi fattori per cui, al momento, è davvero molto complesso riuscire a creare gruppi più ampi».

Primo fra tutti la proporzione che deve mantenersi costante fra il numero di capi scout e i ragazzi che decidono di intraprendere il percorso. Inoltre, al fine di «mantenere alta la qualità del servizio educativo che offriamo - riprende Caravita - i capi scout devono affrontare un percorso formativo, devono essere preparati e anche predisposti».

Diventare capo scout non è una passeggiata, sono necessari tanto impegno, passione e pazienza, oltre a ben due anni di servizio continuato. L’età, poi, coincide con l’età delle esperienze universitarie e lavorative, quindi «tanti di loro abbandonano, decidono di prendere altre strade» fa notare Caravita.

In generale, per fare sì che il servizio educativo funzioni al meglio è fondamentale «garantire una certa continuità - riprende il responsabile di zona Agesci - i bambini, cioè, devono avere dei punti di riferimento ben chiari, solidi e che si dedicano a loro attentamente. La domanda da farsi è, allora - riflette -: ha senso lasciare fuori una grande fetta di bambini per garantire un’alta qualità del servizio educativo? È ovviamente una domanda aperta, su cui bisogna ragionare per capire come muoversi in futuro». La stessa situazione è riscontrabile anche nella realtà Cngei: «Le richieste sono sempre di più, soprattutto dopo il periodo di chiusure e di distanze legate al covid - informa Maria Rachele Rinaldi, presidente Cngei Parma -. Spesso non riusciamo ad accettarle tutte, dato che abbiamo in città un solo gruppo e quindi un numero limitato di posti».

E non c’è sito o pagina social che tenga: «Il passaparola è ciò che avvicina sempre più bambini al nostro gruppo» fa sapere Rinaldi. Poi, c’è il bagaglio di esperienze e di competenze che si sviluppano: il percorso scout «dà modo ai ragazzi di sperimentarsi in prima persona, di mettersi alla prova nelle piccole cose, di raggiungere una certa autonomia - riprende la presidente Cngei Parma - e dopo il periodo di pandemia la necessità di fare esperienza in questo senso è diventata quasi un’urgenza».

Attività giornaliere, volontariato, riunioni, campi estivi, contatto con l’altro e la natura: «Tutto è pensato nel dettaglio per favorire la crescita dei ragazzi - sottolinea ancora Rinaldi -, dai più piccoli di 8 anni fino ai più grandi di 19». Un’esperienza a cui sembra davvero difficile rinunciare. Quindi per chi è in lista d’attesa il consiglio è di «continuare a interagire con i referenti, telefonare, mantenere i contatti perché il nostro impegno sarà massimo nel cercare di trovare un posto per tutti - conclude Lorenzo Caravita di Agesci -: non rinunciate a iscrivere i vostri bambini ad una delle realtà e delle esperienze che cambieranno in meglio la loro vita e ne segneranno positivamente il futuro».

© Riproduzione riservata

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