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ORTI SOCIALI

Villetta, qui dove fioriscono «I Girasoli»

Villetta, qui dove fioriscono «I Girasoli»

di Antonio Bertoncini

10 Agosto 2022,03:01

Perché si chiamino «I Girasoli» nessuno lo sa, ma gli ortolani di oggi fanno il possibile per dare un senso anche al nome che contraddistingue l’orto sociale più vicino al centro della città, collocato in via Ugo Bassi, proprio di fronte alle mura del cimitero monumentale della Villetta, adiacente al Bia Garden Store, contornato dall’ombra delle piante e accessibile suonando il campanello all’ingresso.

Si entra solo a piedi, niente moto né biciclette. All’interno dell’area ci sono 70 appezzamenti, tutti occupati e presidiati dalla vigile presenza del presidente Luigi Prete, già titolare di un’impresa edile, ma da tempo in pensione, che agli orti si dedica anima e corpo. All’ingresso si trova la club house ricavata da un edificio preesistente, oggetto di una robusta manutenzione, dalla quale sono stati ricavati un accogliente spazio di ritrovo e annesso ufficio e una cucina attrezzata con impianti in acciaio inox. La bandiera della pace che campeggia all’esterno in bella vista. Il gazebo in legno e i box metallici per le attrezzature completano lo spazio collettivo, vissuto amato e costruito con il sudore della fronte di tanti ortolani del passato. Anche qui c’è l’acqua del pozzo che alimenta tutti i 70 orti, ma si sta ben attenti ad evitare sprechi e si innaffia solo nelle ore consentite.

Prete, leccese di origine, trapiantato a Parma dove venne per studiare tanti anni fa, tratta gli orti come casa sua: «Proprio qui di fronte alla casetta - spiega - realizzeremo l’orto dei bambini, abbiamo già accordi con la scuola materna Stirone. Lì vicino all’ingresso vorrei fare un campo da bocce. Poi ci sarebbe quell’alto e vecchio pioppo da rimuovere, sia per regioni di sicurezza, sia perché è praticamente incastrato nel bordo del tetto e con le radici minaccia il pavimento del fabbricato. Speriamo che il Comune provveda. Per dare un senso al nome abbiamo sparso girasoli in diversi orti e io mi sono portato addirittura un quadro da casa». Luigi Prete ha anche l’orgoglio dell’agricoltore: coltiva pomodori riccio da Parma (una varietà che poteva rischiare l’estinzione), zucche cappello del prete, more, zucchine, friggitelli, peperoncini dolci e cetrioli. «Questi orti - dice durante il giro degli appezzamenti - sono davvero speciali. Io sono presidente da poco più di un anno, gli orti della Villetta venivano da un periodo difficile, in cui l’armonia fra gli ortolani era stata messa a dura prova, poi è arrivata la pandemia, con le conseguenze che tutti conosciamo. Ma noi non abbiamo mollato e oggi lavoriamo per rilanciare la socialità degli orti, pur consapevoli che indietro non si torna. Sono passati i tempi in cui ci trovavamo in tanti a fare quattro chiacchiere e a mangiare qualcosa in compagnia. Ma questo è il frutto di tanti sacrifici di cui dobbiamo essere fieri. La casa è stata sistemata grazie all’impegno di due ortolani che mi hanno aiutato, e la facciata è stata rasata e imbiancata da due imbianchini, padre e figlio, che hanno sacrificato tanti sabati e domeniche per dipingerla di giallo Parma. Ora stiamo lavorando per ricavare nuovi lotti: scomponendo quelli che superano la metratura prevista dal regolamento, contiamo di arrivare a 80. Ma intanto ne abbiamo aggiunto qualcuno delimitando aree residue ai confini e abbiamo dato risposte a persone che ci tenevano davvero tanto, come una signora thailandese che per ringraziarci ha seminato un girasole, e in un altro ritaglio abbiamo creato un orto bifamiliare da 60 metri. Cercheremo di trovare spazio anche per un paio di alveari».

Fra ulivi, albicocchi, prugne e filari di uva, gli orti Girasoli vivono una nuova età dell’oro: «Qui è tutto naturale - conclude con orgoglio il presidente, qui non c’è spazio per la chimica e si usa quasi esclusivamente stallatico. Gli orti sono tutti coltivati, e se qualcuno si ammala provvediamo noi a tenere in ordine il suo orto, perché questo spazio è uno patrimonio collettivo di alto valore solidale».

© Riproduzione riservata

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