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Interrail, l'Europa a portata di treno: è "l'altra" estate dei maturi

Interrail, l'Europa a portata di treno: è "l'altra" estate dei maturi

di Chiara Cabassi

11 Agosto 2022,03:01

Il primo biglietto Interrail veniva staccato proprio 50 anni fa. Era il 1972; la sua nascita venne salutata come un emblema del continente che si ricompattava dopo la guerra.

In questa calda estate il pass europeo (ora digitale e intercambiabile, senza il nome delle tappe scritte sul cartoncino giallognolo, e prenotato col qualche click dallo smartphone) lo ha scelto un nutrito gruppo di studenti parmigiani.

Partiti dalla Stazione di Parma per una vacanza-avventura a portata di tasche e adatta a curiosità giovani, una dozzina di 18/19enni, tutti ex Marconiani o diplomati al liceo d’arte Toschi, saranno di ritorno in tempo per festeggiare il Ferragosto in
famiglia, magari con un piatto di cappelletti come tradizione comanda.

Ludovica Abbamonte, Elena Anelli, Mario Carlucci, Sara Caselli, Edoardo De Ponti, Matteo Ferrarini, Giovanni Reggianini, Francesco Tosini, Sabrina Pitaro, Ludovica Sasso, Beatrice Ubbiali e Valentina Zalera hanno aperto con una due giorni parigina, terminata con un pic nic nei giardini di Champ de Mars al tramonto, il loro percorso a tappe sui binari.

Zaino in spalla, pernottamenti in ostello, tanta allegria e voglia di stare insieme, dopo la foto di rito sotto la Tour Eiffel, si sono incantanti nell’atmosfera delle Fiandre per poi passare all’Olanda.

«Se passeggiare a Bruges dà la sensazione di un salto indietro nel tempo, proseguire verso Amsterdam ci ha portati nel mezzo del Pride. È stata un’esperienza emozionante che ci ha totalmente coinvolto in un evento scatenato e scenografico che univa le persone in una gioia contagiosa», ricordano in coro i viaggiatori.

Pochi giorni in una città, per poi scoprirne un’altra, per assaporare differenze e ricordarne qualche particolare da raccontare negli anni che verranno.

Con questo spirito e con la leggerezza dell’età, l’allegra dozzina è ora diretta verso Berlino. «Puntiamo poi a Dresda e a Monaco, ma il bello dell’Interrail è che ti dà la possibilità di non programmare troppo, di cambiare itinerario anche durante il viaggio», dicono ancora.

«Abbiamo scelto il viaggio dei viaggi per ricordarci quest’età per sempre. Non è una semplice settimana di mare a Mikonos. È qualcosa che forse non faremo mai più nella vita e l’estate che segue due anni di pandemia ci è sembrata quella giusta per celebrare la libertà e le possibilità che abbiamo».

Frontiere aperte ai giovani, possibilità di incontrare facilmente coetanei di altri Paesi e suscitare un senso allargato di appartenenza all’Europa sono gli obiettivi che l’Interrail offre da generazioni.

«Sono molti i punti in comune che abbiamo trovato spontaneamente con i ragazzi e le ragazze incontrati durante il viaggio, ma soprattutto nei tragitti in treno - dicono i giovani della comitiva - Abbiamo dato una mano ad un ragazzo a cui avevano rubato il cellulare. Veniva da Londra e gli abbiamo prestato i nostri per fare le prenotazioni di cui aveva bisogno, oltre che qualche chiamata».

«Abbiamo anche fatto amicizia anche con una ragazza che, partita da da Torino, è da quasi un anno in viaggio in bici per l’Europa dopo aver conseguito la laurea triennale - continuano - Quella tappa l’abbiamo fatta seduti per terra perché i vagoni erano pienissimi. Non ce ne siamo neanche accorti ipnotizzati dai suoi racconti. Fare questa esperienza in gruppo ci permette di scambiarci subito idee e considerazioni, ma è anche una prova di equilibrio. Dobbiamo rispettare le regole di spostamenti non singoli e siamo riusciti a pianificare il nostro tempo: dividendolo equamente tra giorni di visita ai musei e occasioni di tempo libero per visitare le città».

© Riproduzione riservata

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