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il caso

«La piscina Ferrari chiusa? Attività a rischio»

«La piscina Ferrari chiusa? Attività a rischio»

di Gian Luca Zurlini

12 Agosto 2022,03:01

Il bando per la concessione di spazi nelle piscine comunali per l'autunno-inverno non lascia certo soddisfatte le principali società natatorie cittadine, anche perché appare ormai chiaro che la piscina «Ferrari» non riaprirà in tempi brevi. E ancora non è dato sapere cosa il Comune abbia deciso sull'impianto, dopo che in campagna elettorale era stato annunciato l'impegno per riaprirla «a ogni costo» a partire da settembre.

E non basta certo l'annunciata riapertura della vasca dell'ex Coni in viale Rustici (dove però le corsie disponibili sono soltanto quattro a fronte delle otto di via Zarotto) per rendere soddisfatti i dirigenti, ormai rassegnati a «lottare» per conquistarsi gli spazi necessari alla propria attività.

L'attività Master a rischio

Il più amareggiato di tutti è Gino Passigatti, del Villa Bonelli Nuoto, che in via Zarotto svolgeva, oltre a corsi di avviamento al nuoto, anche un'intensa attività di allenamenti per i cosiddetti Master. «Cosa devo dire? Di fatto, con questo bando, la nostra attività natatoria rivolta ai Master è destinata a scomparire perché non è previsto nessuno spazio per noi, se non un paio di corsie dalle 21 in poi, orari improponibili per gli allenamenti. Noi siamo tredicesimi in Italia come società per il nuoto Master e abbiamo conquistato numerosi titoli, anche italiani. Purtroppo, a oggi, non sappiamo neppure, a distanza di sei mesi dalla chiusura decisa dal gestore, quali siano le intenzioni del Comune su via Zarotto e quindi non possiamo neppure programmare l'attività. Su viale Rustici, poi, va detto che la riapertura è annunciata, ma i lavori sono ancora in corso e la vasca andrà riomologata. Credo sia una situazione decisamente poco incoraggiante e comunque quello che colpisce di più sono le incertezze che ancora avvolgono tutta la situazione. L'unico dato certo è che, per chi non ha in gestione un proprio impianto, praticare nuoto a Parma sarà una corsa a ostacoli».

Agonisti dimezzati

Andrea Avanzini, presidente del Nuoto club 91, la società più antica e titolata della città nata oltre 30 anni fa dalla fusione di Parma Nuoto e Cayman club, è più rassegnato che arrabbiato: «Purtroppo, di fatto, quella che era la “nostra” piscina storica, fra Covid e problemi impiantistici, è tre anni che è chiusa. Ma soprattutto, ancora non abbiamo avuto parole chiare su quella che è la sua effettiva situazione e sugli interventi necessari per riaprirla. Per quanto ci riguarda, faremo di necessità virtù e ci adegueremo alla penuria di spazi a disposizione. Però è assolutamente fondamentale che riapra l'impianto di viale Rustici a settembre. E' l'unico modo per evitare di dover emigrare ancora a Sant'Ilario d'Enza per gli allenamenti e speriamo che, almeno in questo caso, l'annuncio venga seguito dall'atto concreto». Avanzini però annota due fatti: «Per quanto ci riguarda, anche se non molliamo, con i problemi di via Zarotto abbiamo avuto un dimezzamento netto degli agonisti. A questo dobbiamo aggiungere che, di fatto, diventano molto pochi gli spazi per i corsi di avviamento al nuoto dei giovani. E questo rappresenta una pesante penalizzazione per noi, perché in questo momento il nuoto italiano sta vivendo una stagione di successi e dunque avremmo potuto godere di riflesso di questa popolarità. Ora vedremo dopo Ferragosto, quando scadrà il bando, quale sarà la situazione, ma resta comunque il fatto che a Parma praticare il nuoto, senza la disponibilità della piscina Ferrari e senza nuovi impianti all'orizzonte, sarà molto difficoltoso nei prossimi anni» Avanzini chiude con un appello: «A questo punto l'unica cosa che vorremmo è sapere con certezza cosa ne sarà della Ferrari dicendo quali lavori si vogliono fare e soprattutto quanto tempo ci vorrà prima della riapertura».

«Costi aumentati»

Matteo De Sensi, dirigente del Cus Parma, afferma che «per quanto ci riguarda, soprattutto per l'attività dei triatleti, gli spazi dovrebbero esserci, ma a costi che saranno molto maggiori rispetto al recente passato. Ma non è questo il problema principale quanto il fatto che, in questa situazione dove da più di un anno non si capisce quale sia la reale situazione della piscina “Ferrari” ed è stata ufficialmente decretata la chiusura definitiva della “Caduti di Brema”, in città gli spazi per praticare nuoto sono purtroppo diventati insufficienti rispetto alla domanda che c'è. Ed è un fatto sul quale riflettere, anche in prospettiva. Perché se non ci sono impianti disponibili a costi e condizioni accettabili, uno sport come il nuoto non riesce certo a progredire. L'esempio da seguire sarebbe quello dell'atletica dove, grazie all'impianto coperto e alla sistemazione del “Lauro Grossi”, Parma ha oggi numerosi atleti di alto livello. Ora l'auspicio è che almeno la riapertura di viale Rustici diventi realtà, ma in ogni caso la chiusura della piscina di via Zarotto è molto pesante per il movimento natatorio parmense».

© Riproduzione riservata

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