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Parma, gli aumenti non si fermano: prezzi alle stelle per alimentari, energia e trasporti

Parma, gli aumenti non si fermano: prezzi alle stelle per alimentari, energia e trasporti

di Luca Molinari

12 Agosto 2022,03:01

I rincari non rallentano. L'indice dei prezzi al consumo di Parma città, relativo al mese di luglio, mostra pochissimi ribassi e tanti aumenti. Spinti da una inflazione galoppante (+6,7 per cento), anche se più bassa rispetto a quella nazionale (+7,9 per cento), i prezzi continuano a crescere anche in questi mesi estivi.

La dinamica dei prezzi

La maggior parte degli aumenti riguardano i prodotti alimentari, che fanno segnare una crescita complessiva del 7,7 per cento rispetto ad un anno fa.

I rincari maggiori invece (+23,6 per cento) sono legati alle voci di spesa «abitazione, acqua, elettricità e combustibili». I trasporti presentano un tasso tendenziale, (ossia la variazione percentuale calcolata rispetto allo stesso mese dell'anno precedente) del +11,8 per cento. L'unico calo significativo riguarda le comunicazioni (-4,6 per cento).

Materie prime alle stelle

Guardando agli aumenti dei singoli prodotti, in cima alla top ten si piazzano i voli internazionali, che hanno fatto segnare una crescita del 160 per cento negli ultimi dodici mesi, soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi dei carburanti e ad una forte ripresa del turismo internazionale, dopo due anni di stop forzato.

Elettricità ai massimi

Energia elettrica, gas, gasolio e benzina figurano tutti nella classifica dei maggiori aumenti. La crescita più alta riguarda l'elettricità (+85,7 per cento), mentre i combustibili si attestano su un rincaro superiore al 30 per cento, ad eccezione della benzina (22,6 per cento).

Le ragioni degli aumenti sono legate allo scoppio della guerra in Ucraina, ma anche ad una crescita della domanda globale di questi combustibili.

Aumenti per la guerra

La guerra rappresenta il motivo principale anche di altri aumenti, a partire da quello dei cereali, dei prodotti derivati dal latte d'importazione e di altri alimenti di largo utilizzo come l'olio di semi. Più in generale, la maggior parte dei rincari si legano all'aumento dei prezzi delle materie prime e alla crescita dell'inflazione.

I rincari a doppia cifra

I prodotti alimentari che da luglio 2021 hanno fatto segnare un aumento a doppia cifra sono, tra gli altri, il riso (+18,6 per cento), farina e altri cereali (+20,7 per cento), pasta (+19,8 per cento), frutti di mare surgelati (+12 per cento), latte a lunga conservazione (+17,3 per cento), yogurt (+10,7 per cento), uova (+18,8 per cento), burro (+39,6 per cento), margarina (+20,2 per cento), oli alimentari (+63,8 per cento), vegetali surgelati (+10,8 per cento), patatine fritte (+13,1 per cento), gelati (+17,9 per cento), acque minerali (+11,8 per cento).

Per quanto riguarda «mobili, articoli e servizi per la casa», i condizionatori hanno fatto segnare un rincaro del 13,4 per cento, le macchinette da caffè invece del 9,9 per cento.

Alla voce «trasporti» gli aumenti più sensibili riguardano i carburanti: gasolio (+32,9 per cento), benzina (+22,6 per cento), altri carburanti (+32,6 per cento).

Musei più cari

Costa di più anche andare a «musei, parchi e giardini» (+14,5 per cento), acquistare prodotti per animali domestici (+9 per cento), oltre che piante e fiori (+5,5 per cento). Nel capitolo «comunicazioni», l'unico in controtendenza, sono in calo i prezzi dei cellulari, (-13,3 per cento) e sostanzialmente stabili le altre voci.

Bar e ristoranti

Gli aumenti toccano anche i servizi ricettivi e di ristorazione. I prezzi di ristoranti, pizzerie e bar hanno fatto segnare un aumento del 7,8 per cento su base annua, i fast food del 3,3 per cento e gli alberghi del 3,5 per cento (anche se la variazione mensile, ossia tra giugno e luglio ha visto un calo del 17,1 per cento).

Rincari anche per i gioielli (+9 per cento), orologi (+ 5,2 per cento), spese bancarie (+5 per cento) e articoli per l'igiene personale (+1,5 per cento). In calo infine le spese legate ai servizi per i bambini (-6,2 per cento) e per gli apparecchi legati alla cura della persona (-2,7 per cento).

© Riproduzione riservata

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