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Tizzano, tariffe alte per il tempo pieno: le famiglie rinunciano

Tizzano, tariffe alte per il tempo pieno: le famiglie rinunciano

13 Agosto 2022,03:01

Tizzano «Noi lavoriamo tutto il giorno, ma se i nostri figli, due volte a settimana, escono da scuola a mezzogiorno riscontriamo non poche difficoltà nell’organizzazione della vita familiare».

A parlare – a nome delle famiglie di alcuni dei bambini che frequentano la scuola elementare di Tizzano - è Selena Irali, mamma lavoratrice a tempo pieno. Un tempo pieno che però non viene concesso (né a Tizzano, né a Lagrimone) come opzione a scuola, dove i bambini frequentano con i cosiddetti «moduli» ovvero un orario scolastico che prevede la frequenza di soli tre pomeriggi a settimana, mentre nelle altre due giornate i bambini escono da scuola a mezzogiorno.

«E’ un bel problema per chi come noi lavora tutto il giorno e non ha la possibilità di appoggiarsi ai nonni – precisa la Irali – e per questo alcune famiglie (inizialmente una ventina su circa sessanta bambini che frequentano le scuole elementari) hanno fatto fronte comune per chiedere all’amministrazione di attivare il tempo pieno in almeno una delle due scuole elementari del Comune».

Le famiglie hanno quindi chiesto un incontro con il sindaco Amilcare Bodria e con il vicesindaco Andrea Zammarchi.

«Ci è stato proposto un servizio a pagamento, che però per alcuni può diventare insostenibile – prosegue la Irali -. Per questo alcune famiglie inizialmente interessate alla proposta del tempo pieno si sono tirate indietro ed ora siamo rimasti in cinque».

La giovane mamma fa però presente che in alcune scuole dei comuni confinanti, come ad esempio Monchio, Palanzano e Langhirano, il tempo pieno è la regola e i bambini frequentano (gratuitamente) la scuola tutti i giorni fino alle 16.

«Le alternative che ci rimangono sono trovare una babysitter oppure portare i nostri figli nella scuola di Palanzano – tiene ad evidenziare la Irali - ma trovo inconcepibile dover fare 30 chilometri di strada al giorno per portare i miei figli a scuola quando abbiamo un plesso a due chilometri di distanza da casa. Abbiamo la fortuna di abitare in una zona che offre lavoro e benessere in termini di qualità della vita, ma se la scuola, che è alla base di una comunità, non riesce ad offrire un servizio adeguato alle famiglie diventa un problema, poi non lamentiamoci se la gente decide di scendere a valle».

«I servizi accessori, come questo, non possono essere a carico dei contribuenti ma devono essere coperti dalle tariffe – precisa il vicesindaco di Tizzano, Andrea Zammarchi -. La proposta per offrire il tempo pieno è stata formulata nel 2021 dalla minoranza tramite mozione presentata in consiglio – spiega il vicesindaco Andrea Zammarchi -. Io stesso ho suggerito alla maggioranza di approvare tale mozione, riservandomi la facoltà di valutarne la fattibilità economica».

L’amministrazione ha quindi delineato un progetto concreto, con un costo verosimile per le famiglie, e sono risultati interessati solo 16 bambini.

«Abbiamo organizzato una riunione con i genitori per presentare il progetto definitivo, alla quale hanno però partecipato solo tre famiglie – aggiunge Zammarchi -. Abbiamo spiegato che con circa 10 partecipanti il prezzo si sarebbe assestato sui 1.200 euro annui a famiglia, cifra considerata accettabile dai presenti».

«A manifestare interesse definitivamente sono state però, in tutto, cinque famiglie - sottolinea il vicesindaco -: cosa che avrebbe fatto raddoppiare il costo a carico di ogni nucleo famigliare. Anche prevedendo un ulteriore contributo da parte del Comune, difficilmente, con così pochi partecipanti, riusciremmo a incidere in modo rilevante sulle quote pro capite».

Beatrice Minozzi

© Riproduzione riservata

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commenti 2
  • sandracor

    13 Agosto 2022 - 21:35

    Ma che senso ha? Il tempo pieno VERO è scuola statale e non ha nessun costo. Cioè se si chiede allo Stato l'istituzione di una sezione a tempo pieno (cosa che riguarda la scuola, non il Comune), naturalmente occorre che ci siano un numero minimo di richiedenti, ma dopo è a costo zero per le famiglie. Si paga solo la MENSA, quella sì di competenza comunale. Il vicesindaco che parla di servizi accessori non sa di cosa parla.

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  • sindaco

    13 Agosto 2022 - 06:46

    non capisco cosa centra il comune con la programmazione della scuola che tra l'altro è un diritto e la legge dice pure che è gratuita. Male ha fatto il Sindaco a proporre un servizio a pagamento, avrebbe dovuto combattere affinchè il servizio scolastico fosse garantito, invito i genitori a combattere affinche i loro diritti siano garantiti.

    Rispondi

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