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Storie di animali

Gatto seviziato: coda tagliata e gravi ferite

Gatto seviziato: coda tagliata e gravi ferite

di Mara Varoli

14 Agosto 2022,03:01

L'hanno trovato nel parcheggio di fronte al Duc con la coda tagliata e con la schiena senza più pelo e senza più pelle. Era in condizioni disperate Sughero, un gattone bianco di quasi dieci anni. Con un handicap: sordo dalla nascita. Per cui, completamente indifeso.

Sughero è stato trovato ben lontano dalla casa del quartiere Crocetta dove vive con la sua famiglia e questo fa pensare davvero che qualcuno lo abbia preso per torturarlo. Anche perché pauroso com'è e legato alle sue quotidiane abitudini, non sarebbe mai andato più in là del cortile. I proprietari hanno comunque fatto denuncia contro ignoti ai carabinieri. Ma ricapitoliamo la storia di questo bruttissimo e doloroso episodio.

Sughero pur essendo sordo si fa capire bene quando vuole e dal divano si muove solamente per il giro mattutino nel giardino di casa. Poi però quando l'ora si fa più calda torna al fresco del salotto. Un trovatello che è stato salvato da questa famiglia quando era appena nato: «Nostra figlia lo ha trovato in mezzo alla strada nella zona di Rivalta - raccontano i proprietari -. Era tutto pieno di fango: una pallina marrone. E quando lo abbiamo lavato abbiamo scoperto che era bianco». Come ogni giorno quella mattina del 16 luglio Sughero ha fatto il suo giretto, «ma poi non è più rientrato - continuano i proprietari -. Speravamo che fosse dai nostri vicini, ma niente, nemmeno lì. I giorni successivi, disperati, abbiamo tappezzato tutto il quartiere di volantini con la sua foto e siamo andati a cercarlo ovunque. Ma di Sughero nessuna traccia. E la preoccupazione aumentava al pensiero che essendo sordo non può avvertire il pericolo».

Ma dopo circa una settimana, un ragazzo nel parcheggio di fronte al Duc trova un gatto in fin di vita: non aveva più la coda e sulla schiena carne viva. Così ha chiamato subito il pronto intervento e il gatto è stato portato alla Clinica veterinaria dell'Università, per essere sottoposto a un primo intervento chirurgico. Tutto questo all'insaputa dei proprietari di Sughero che ancora lo stavano cercando. Anche perché nessuno poteva immaginare che quel gatto così gravemente ferito potesse essere lui. «Dalla Clinica veterinaria il gatto viene portato al Canile Gattile municipale Lilli e il Vagabondo di via del Taglio - sottolineano i proprietari -, dove ha proseguito le cure per avulsione della coda traumatica e ferita necrotica estesa nella parte dorsale. Noi nel frattempo continuavamo a bussare di porta in porta: siamo andati nei negozi di animali, ovunque per cercare il nostro Sughi. Finché siamo arrivati al Gattile municipale per chiedere se lo avevano visto e abbiamo lasciato pure una foto». Ma quel gatto così gravemente ferito era irriconoscibile: «Al pomeriggio di mercoledì 3 agosto una volontaria di Lilli e il Vagabondo ci ha chiamato, dicendo che al Gattile c'era un gatto che poteva essere il nostro: avevano capito che era sordo - ricordano ancora con angoscia i proprietari -. Siamo partiti immediatamente per via del Taglio e abbiamo trovato Sughero. I primi giorni non abbiamo fatto che piangere. Lo tenevamo in una gabbietta per non farlo troppo muovere, poi a poco a poco ha ricominciato a camminare e a magiare». Ma Sughero nonostante sia passata più di una settimana ha ancora tanto bisogno di cure: «Ogni giorno dobbiamo fare le medicazioni - precisano i proprietari -. Oltre agli antibiotici, dobbiamo mettere le pomate e mettere le garze e le bende. Sughi ha il collare proprio per evitare il contatto con i farmaci e le ferite. E poi bisogna tornare in Clinica veterinaria. Martedì sarà visitato nuovamente dal chirurgo».

Una storia terribile: il pensiero che ci siano persone capaci di torturare così un povero animale, magari per divertimento, fa davvero paura. Certo, può anche essere che Sughero abbia avuto un incidente e che sia finito dentro al motore di un'auto, si sia bruciato e perso la coda. Ma solitamente i gatti lo fanno d'inverno per cercare il caldo. E lo fanno i gatti che non hanno una casa dove potersi proteggere dal gelo. Soprattutto, come ha fatto Sughero dalla Crocetta ad arrivare fino in viale Fratti? Tante le domande, nella speranza che possa salvarsi. «Vorremmo ringraziare di cuore il ragazzo che lo ha trovato nel parcheggio davanti al Duc - concludono i proprietari -, ringraziare Lory, la volontaria del Canile Gattile municipale che è stata un angelo e vorremmo ringraziare tutto lo staff della Clinica Veterinaria dell'Università per l'efficienza e l'amore dimostrati al nostro Sughi».

© Riproduzione riservata

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